In Etiopia del Sud con l’antropologo, nello Yunnan con il sinologo, in Iran con l’archeologo: ecco tre interessanti proposte firmate Viaggi Levi per trascorrere le festività pasquali alla scoperta di terre lontane, culture antiche e popoli arcaici.

Yunnan, la Cina che non ti aspetti.
Indubbiamente una delle destinazioni più affascinanti della Cina, lo Yunnan si caratterizza per un’estrema ricchezza paesaggistica e una notevole varietà etnica. Questa provincia è celebre per il clima mite di cui gode tutto l’anno: il suo nome infatti significa “a sud delle nuvole” e il capoluogo, Kunming, è soprannominato “città dell’eterna primavera”. Il nostro sinologo ci accompagnerà attraverso antichi centri carovanieri, minoranze etniche e risaie terrazzate, alla scoperta di una Cina insolita e poco battuta. Il viaggio entra subito nel vivo con la visita della meravigliosa Lijiang, la Venezia d’Oriente, Patrimonio Unesco dal 1997. Sopra il fiume Yuhei, il “Fiume di Giada”, si ergono oltre 350 ponti di vario tipo: a galleria, ad arco, in pietra e legno, tutti con una storia di 400-500 anni. Le varie forme degli edifici sono dovute alle influenze che le architetture han e tibetane hanno esercitato in periodi diversi, mentre i legni del portale d’ingresso e delle finestre sono decorati con raffinati intagli.

Valle dell’Omo: i popoli più primitivi e i mercati più autentici d’Africa.
Con l’antropologa Paola Poggiali, un avvincente viaggio dall’altopiano verso gli incantevoli laghi della Rift Valley, fino alla leggendaria valle del fiume Omo. Vittorio Bottego, esploratore italiano, fu l’importante personaggio a cui si attribuisce la scoperta delle sorgenti del fiume Omo. Un’esperienza forte e unica tra le popolazioni ancestrali, che a causa dell’isolamento geografico-ambientale hanno mantenuto, ancora ora, usi e costumi tradizionali, vivendo in villaggi sperduti e incontaminati. Mursi, Hammer, Konso, Karo, Nyangatom, Dassanech, Tsemay… un concentrato di etnie, il più denso del continente. Unici e indimenticabili gli incontri con le donne Mursi che praticano ancora l’uso dei piattelli labiali, residuo di antiche tradizioni; i villaggi Konso, con i loro terrazzamenti Patrimonio Unesco; la celebre cerimonia del “salto del toro”, una prova di abilità e coraggio che una volta superata decreta il passaggio di un giovane Hamer allo status di adulto… Un viaggio vario, non solo etnografico ma anche naturalistico, attraverso un mondo destinato purtroppo a sparire.

Iran, 7000 anni di storia. Un viaggio completo da Choqua Zanbil a Mashadattraverso l’Iran classico, condotto dal sapiente archeologo Dante Bartoli. La Persia è una terra dove si sono succedute continuamente civiltà diverse, lasciando ciascuna importanti testimonianze di inestimabile valore. Un paese con una storia antichissima: dall’avvento degli Ariani all’impero Achemenide, dall’invasione di Alessandro Magno e i Seleucidi, ai Parti e poi i Sasanidi, quindi i Califfi islamici poi i Selgiucidi e i Safavidi fino alla dinastia Pahlavi dell’ultimo Scià di Persia. Nel XVI secolo l’Islam sciita divenne religione di stato e il villaggio-santuario di Mashad si trasformò nella principale città della regione. Qui, oggi, il grandioso complesso dell’Haram-e Razavi è il luogo più sacro dell’Iran e ogni anno richiama milioni di pellegrini. Da questa magica città dentro la città, spuntano cupole e minareti blu e oro che risplendono dietro vasti cortili rinfrescati dalle fontane e magnifici colonnati ad archi.