“Mi sorprende che nel comitato della fase 2 messo insieme da Vittorio Colao non ci sia un esperto in turismo: non è un’autocandidatura, ma ho in mente nomi italiani eccellenti che potrebbero dare una grande mano”. E’ uno dei passaggi più significativi di un’intervista concessa da Sir Rocco Forte al Corriere della Sera in cui il 75enne presidente e amministratore delegato di Rocco Forte Hotels, reduce pure lui dal covid-19, ha fornito la sua visione sul futuro dell’industria del turismo in Italia ed all’estero affermando che “possiamo prevedere che si tornerà alla normalità solo a primavera del prossimo anno” e che “più di tutto il settore alberghiero ha bisogno di una iniezione di liquidità: i soldi non sono ancora arrivati e tra poco si ripartirà. Se gli aiuti non arrivano velocemente gran parte dell’industria andrà in bancarotta”.
L’imprenditore alberghiero confida nel turismo interno per la prossima estate italiana e che
fino al prossimo autunno “sarà difficile vedere la gente viaggiare: per noi ad esempio il mercato americano è molto importante, rappresenta il 40 per cento dei nostri clienti. Ma in questo momento insieme alla paura del virus c’è anche quella di trovarsi in un Paese straniero e non avere la possibilità di rientrare a casa. Molto dipenderà dalle politiche che i singoli governi decideranno di attuare, ma l’impressione è che fino a che non ci sarà un vaccino prevarrà l’incertezza”