È atteso per oggi il decreto del Mibact nel quale il ministro Franceschini presenterà altre misure a sostegno del turismo, dopo i molti incontri di questi giorni con le rappresentanze di settore. C’è da augurarsi che Franceschini e il governo abbiano inteso la gravità della situazione, così come l’ha descritta da ultimo Luca Patané, il presidente di Confturismo Confcommercio, intervistato da Sebastiano barisono in Focus Economia di Radio24 Il Sole24Ore.

“Salviamo alberghi, operatori,
e tutte le agenzie, anche le più piccole”

“C’è bisogno di liquidità – ha detto – per tenere in piedi tutte le imprese del turismo. Perché se distruggi la struttura industriale del turismo poi non potrai ripartire. Il rischio è che le imprese chiudano, non solo gli alberghi anche gli operatori, le compagnie aeree, le agenzie di viaggi, che sono tutte utili anche le imprese piccolissime. E se tra due mesi le avremo perse, non avremo più i mezzi per rilanciare il turismo, che è una delle risorse più importanti dell’Italia».

170 miliardi l’anno, e 2,6 milioni di addetti

In Focus Economia parlando con Patané Sebastiano Barisoni ha ricapitolato i numeri di un comparto che incluso l’indotto vale oltre 170 miliardi l’anno, con 2,6 milioni di addetti. E che ora sta perdendo in tutti i segmenti tra l’80 e il 100% del fatturato: 31,6 milioni di arrivi persi solo nel trimestre marzo-maggio, insieme a 7,5 miliardi di ricavi. Solo Federlaberghi e solo a Milano calcola 3 milioni di perdite secche al giorno. Le gite scolastiche annullate valgono 300 milioni di euro.

“Il problema grave è la perdita di booking – ha detto Patané – i visitatori stranieri sono stati sempre il motore degli alberghi italiani, sia di città che di vacanza. Ci saranno sicuramente riflessi sull’alta stagione, e non basterà neppure che tanti italiani scelgano di prenotare l’Italia. Perché ci sono aziende che non reggeranno e sono tante”. E non sono sostituibili.

“Stavolta il denaro non si potrà fermare nelle banche”

Dunque è chiaro, come ha affermato Patané, che non basterà rinviare i pagamenti di bollette, mutui e fiscalità, di fronte a un danno di proporzioni senza precedenti nell’intero Paese. “Ci vuole un piano straordinario per l’ingresso di liquidità nelle aziende – ha aggiunto Patané – un piano di finanza agevoalta con rientri a tre o quattro anni. Non come è stato nei provvedimenti di Draghi per le banche, che non hanno mai fatto arrivare un soldo alle imprese. Il governo deve trovare il sistema, perché se i tempi si allungheranno non basteranno a salvare il turismo cassa integrazione e slittamento delle cartelle, e neppure i rimborsi alle agenzie colpite dal blocco delle gite scolastiche. Il turismo ha sempre contribuito con forza all’economia del Paese, e deve continuare a farlo”.

Accordi con UE e ABI

Ma perché questo sia possibile, come ha commentato Barisoni serviranno accordi con l’Europa e con ABI, come si fa solitamente nelle situazioni d’emergenza, a fronte di una documentazione che consenta di aprire linee di credito a tassi zero e ritorno a breve termine. E bisognerà capire se le banche si trovino nelle condizioni di rispondere alle richieste, nel corso di una crisi che minaccia di assumere dimensioni sistemiche in tempi molto brevi. Marina Firrao