Ottimo bilancio per CBReL

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Il Convention Bureau Roma e Lazio fa un primo bilancio dalla sua nascita, avvenuta nel giugno 2017, grazie al suo presidente Onorio Rebecchini, che ha partecipato all’evento romano di MPI ‘My Story’ legato al cinema e in partnership proprio con CBReL.

“Ci ha impressionato l’atteggiamento positivo degli organizzatori dei congressi, che quando hanno saputo dell’esistenza del Convention Bureau ci hanno buttato le braccia al collo. Siamo nati per dare risposte in un territorio meraviglioso e pieno di imprenditori brillanti che però lavoravano in modo frammentato, facilitando il dialogo tra Pubblica Amministrazione e privati”. Traducendo le parole in numeri, da quando è nato CBReL ha lavorato alla progettazione di 317 eventi Mice, con una media di 448 congressisti l’uno. Tra questi eventi cui il Convention Bureau si è candidato, 78 sono stati con oltre 1.000 partecipanti e 17 con oltre 3.000, 192 provenivano dall’estero e 125 dall’Italia. Tra tutti coloro che hanno fatto richiesta di informazioni per un congresso o un evento a Roma, ne sono stati confermati 92, con una media pari al 30%. Il CBReL, inoltre, ha supportato gli organizzatori nelle loro necessità su eventi di grandi dimensioni come IBA 2018 – International Bar Association, evento con 7.000 persone, il Setac 2018 – Society of Environmental Toxicology and Chemistry, evento da 3.000 persone, e infine OHBM 2019 – Organization for Human Brain Mapping, evento da 3.500 persone. Nella sua attività promozionale, CBReL ha incontrato 750 buyers, il 96% dei quali di calibro internazionale.

Tra le conquiste recenti del Convention Bureau di Roma e Lazio c’è anche l’Annual Meeting IAPCO, che si terrà a Roma nel febbraio del 2021. IAPCO nel 2018 ha prodotto 18.662 meeting, di cui il 27% di stampo internazionale, con un totale di 5.630.949 partecipanti, per un volume di affari di 9,1 miliardi di euro. Dal 4 al 6 febbraio 2020, inoltre, arriverà a Roma il Global Ceo Summit Congress di Ufi, organismo i cui manager assieme rappresentano un impatto economico sul Pil mondiale di oltre 167 miliardi di euro.

“Continuiamo con il lavoro di promozione e di candidatura per gli anni 2022, 2023 e 2024 – ha specificato Rebecchini – Nel 2022, per esempio, è chiaro che Ryder Cup a Roma non sia certo merito di Convention Bureau Roma e Lazio, però il fatto che la Federazione Italiana Golf abbia trovato in noi un interlocutore che ha facilitato il lavoro con la presa camere e che attiva anche nella Pubblica Amministrazione la conferenza dei servizi su trasporti e logistica, è un aiuto in più che dimostra come il Convention Bureau serva a portare le istanze dei privati sui tavoli dove finalmente il pubblico si apre al dialogo. Se ne parliamo noi, infatti, vuol dire che l’evento è di interesse per tutto il territorio, e questo è stato un grande risultato”.

Anche qui le cifre parlano più delle affermazioni, e si tratta di adesioni: “Siamo partiti che eravamo in 34 e siamo arrivati a 128 – ha sottolineato il presidente del CBReL – ed è impressionante, perché si va da grandi player come Aeroporti di Roma e Fiera di Roma alla piccola cooperativa di autotrasporti. Molti i giovani, abituati a fare squadra. Roma ovviamente fa i numeri più grandi, ma con diversi operatori del turismo di piccoli centri abbiamo da tempo studiato il meccanismo del club di prodotto, per cui ecco la Tuscia, Fiuggi o il Litorale che raggruppano diversi singoli soggetti, in modo da creare organizzazioni a sé stanti di vari operatori che attraverso il Convention Bureau Roma e Lazio possano poi fare comunicazione a largo raggio”.

Un metodo di lavoro necessario per non disperdere energie sul territorio e assicurargli un futuro di repeaters, perché “i congressi coinvolgono chi torna con la famiglia”. Rebecchini ha inoltre rimarcato la grande collaborazione con i Pco, professional congress organiser: “In assenza del Convention Bureau Roma e Lazio erano prevalentemente loro ad attivare questi meccanismi e a Roma abbiamo i più grandi d’Italia nel CBReL. Anche loro si sono resi conto dell’importanza del nostro ruolo e di condividere le esperienze, per cui abbiamo dato vita, ormai da qualche mese, al progetto degli Ambassador. Roma ha il più largo numero degli istituiti accademici del nostro territorio, dal Cnr all’Università ai vari istituti di ricerca: questo è un patrimonio italiano che, se utilizzato come Ambassador, permette di fare atterrare grandi congressi medici e scientifici su questo territorio, e tale lavoro ha visto la complicità dei Pco. Quest’approccio – ha concluso Rebecchini – ci darà risultati di grande soddisfazione nei prossimi due-cinque anni”.