Dice tutto di OTA Viaggi – con l’onda blu e il nastro tricolore – il nuovo marchio presentato alla Bit da Francesco Boccanera, responsabile del marketing. E nella grafica c’è anche grande equilibrio: «Quello che siamo riusciti a creare tra tour operator e gestione alberghiera, perché non è più possibile che uno sfrutti l’altro. Per questo chi ci sposa non ci lascia più». Lo ha detto Massimo Diana, direttore commerciale, aprendo alla Bit il primo incontro di sempre con i media per l’operatore romano della famiglia Aprea, specialista di Mare Italia e soprattutto di Sardegna. Con il moderatore Roberto Gentile i fratelli Aprea: Mario, direttore amministrativo, e il direttore generale Domenico, per parlare di investimenti e strategia di fronte alle molte incertezze del momento, un attimo prima che si annunciasse la fine di Air Italy. “Il 16 aprile finiscono voli sulla Sardegna da Milano – ha detto Diana – nessuno ne parla ma tutti ci chiedono una programmazione”.

Tra virus e giusto prezzo

Di equilibrio ne serve molto di fronte alla psicosi da coronavirus, che rischia di innescare domanda energica per il prodotto domestico e quindi una pericolosa bolla dei prezzi. “Dovremmo cercare insieme – ha raccomandato Domenico Aprea – noi e gli hotel, di capire quale sia il giusto prezzo per affrontare il futuro…in Sardegna ora abbiamo un peso notevole, forse potremo dire la nostra”. Perché comunque, virus o non virus, il prezzo che gli italiani possono pagare è quello di un’economia che cresce dello 0,1%, forse. Dunque “va bene cavalcare il momento, ma con oculatezza”.

Il mare alla portata della famiglia media italiana

Quanto ai numeri: “Tre anni molto buoni ci hanno portato il grande exploit del 2018 – ha detto Mario Aprea – con 92 milioni di fatturato, il 60% sulla Sardegna e in leggero progresso anche nel 2019. Con 175mila passeggeri, pratica media trasporto incluso tra i 2.000 e i 3.500 euro”.

Un percorso riuscito con insieme a 7.500 agenzie italiane alle quali OTA offre hotel e villaggi con molte certezze: “un prodotto che è il più disintermediato della filiera – ha notato Diana – e che noi abbiamo mantenuto saldamente in agenzia, e alla portata della famiglia media italiana”. Grazie ai rapporti ‘blindati’ con albergatori, vettori aerei e marittimi, ‘che garantiscono al cliente un prezzo finito, sicuro e vantaggioso, e alle agenzie la giusta remunerazione’; grazie alla la gratuità del secondo bambino in advance booking, con le promo importanti e con la flessibilità che offre anche le 10 e 11 notti, oltre le 7 classiche.

La strategia che piace ai network

Una strategia che resta centrata sull’Italia – “non ci interessa alcuna internazionalizzazione” ha chiarito Domenico – e che piace ai network: “15 anni fa il nostro primo contratto con loro – ha detto Dante Colitta, dg di Geo TN – e un feeling alto da subito, sempre concentrati sul core business. Le agenzie li amano perché sono semplici, per il pricing coerente e una formula che evita la disintermediazione.

Il futuro è il Sud della Sardegna

“Una sfida anche più difficile sulla Sardegna” – ha detto Domenico Aprea – dove ora vogliamo crescere in alcune aree specifiche”. Ossia nel Nord Ovest a Stintino, dove ci sono Roccaruja Sporting di Club Esse e ora anche le Tonnare in gestione, e il piccolo Hotel Casteldoria, nuovo acquisto. Poi l’area di Calagonone, con Calagonone Beach e insieme a Club Esse anche il Palmasera; la zona di Orosei con il Marina Resort e Calaginepro; Budoni dov’è in ristrutturazione l’Eurovillage di Agrustos; il Nord con il notissimo Marmorata di Santa Teresa da 15 anni, e Palau con una stagione di sei mesi grazie al mercato estero. “Il futuro è il Sud della Sardegna – ha detto Diana – noi ci abbiamo sempre creduto e investito”: da cinque anni con il Marina Rei in Costa Rei, e più di recente con il Limone Beach Resort del gruppo Saint Jane.

Massima crescita in Sicilia

Due anni di grande slancio, avanti anche a due cifre, e nuovi investimenti in Sicilia con Terrasini, dove Città del Mare di Cds Hotel sale di gamma totalmente ristrutturato, diventa all inlcusive e minimo 7 notti, rivolto anche al mercato estero. Poi la partnership con Aeroviaggi sul Saracen Hotel di Isola delle Femmine, su Torre del Barone con metà delle camere (le altre sono per la Francia) e l’esclusiva per il mercato italiano. Tra le novità a grande richiesta in Calabria c’è molta più capacità al Borgo di Fiuzzi.

L’impegno in Astoi

Oltre il fatturato è cresciuto negli anni anche l’impegno politico di OTA Viaggi con l’ingresso in Astoi. Dove un Mario Aprea “orgoglioso di esserci” porta l’esperienza “di un’impresa che a dicembre ha sempre saldato tutto salvo i sospesi di Capodanno”. Consigliere e vicepresidente per il Fondo di Garanzia “Mario è un elemento importantissimo per l’associazione – ha detto Flavia Franceschini, il direttore generale di Astoi – grazie a lui il fondo è nato e si è sviluppato, OTA ha contribuito a riscrivere le regole che lo rendono sempre più performante”.