L’associazione internazionale dell’industria crocieristica (Clia) si è da tempo adeguata alle nuove regole dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), che dal primo gennaio 2020 prevedono una riduzione dal 3,5% allo 0,5% del contenuto di zolfo ammissibile nelle emissioni delle navi. E le compagnie sono già proiettate nel futuro con nuove iniziative e, in particolare, con un progetto da 5 miliardi di dollari che intende sviluppare nuove tecnologie “pulite” in ambito marittimo.

L’industria crocieristica ha da tempo adottato diverse misure per soddisfare i nuovi requisiti dell’IMO in ambito ambientale, tra cui in particolare le tecnologie EGCS, le navi a GNL e l’uso di carburante conforme alle normative. In particolare, spiega CLIA:

  1. Da anni il carburante utilizzato dalle navi da crociera ha un contenuto di zolfo pari o inferiore allo 0,5%. Nelle aree designate per il controllo delle emissioni, il contenuto di zolfo è ulteriormente limitato a non più dello 0,1%.
  2. I sistemi EGCS (Exhaust gas cleaning system) rimuovono quasi completamente il contenuto di zolfo e riducono significativamente il particolato presente nei gas di scarico.
  3. Il carburante GNL (gas naturale liquefatto) ha emissioni di zolfo praticamente pari a zero; attualmente due navi della flotta Clia già utilizzano il GNL per la propulsione primaria, con altre 25 navi in costruzione.

“Attraverso l’impegno costante per la tutela dell’ambiente, le flotta Clia era già pronta a soddisfare e spesso a migliorare i nuovi requisiti dell’IMO”, ha dichiarato Brian Salerno, Senior Vice President Maritime Policy di Clia. “Ancor più importante, l’industria sta guardando ben oltre il 2020 e si è impegnata a stanziare risorse e finanziamenti per trovare nuove fonti di carburante e nuove tecnologie, con l’obiettivo finale di raggiungere un livello di emissioni di carbonio pari a zero”.

A tale scopo, insieme ad una serie di altre associazioni del settore marittimo, la Clia promuove di finanziare e istituire presso l’IMO un consiglio di ricerca e sviluppo che abbia lo scopo di identificare le tecnologie e le fonti di energia che permetteranno di raggiungere l’obiettivo “emissioni zero”. L’iniziativa sarà finanziata attraverso i contributi degli armatori, per un importo di circa 5 miliardi di dollari in 10 anni. I membri Clia, inoltre, stanno anche esplorando ulteriori opportunità per ridurre il loro impatto ambientale, tra cui l’uso di banchine elettrificate, la tecnologia delle celle a combustibile e l’energia eolica.