Paesaggi sorprendenti dove la quiete assoluta del deserto convive con l’acqua cristallina di un mare da sogno. Una popolazione accogliente, caratterizzata da un forte senso di identità, orgoglio per le glorie del passato e la fiducia verso il futuro. Ecco l’offerta Oman del TO milanese, che si articola in 3 proposte di viaggio davvero emozionanti: un tour guidato di 8 giorni che si concentra nel sud del Paese, un Self-Drive della medesima durata e un Grand Tour di 14 giorni che percorre, da nord a sud, l’intero Paese, spaziando da villaggi abbarbicati sulle montagne a stretti wadi ricchi di acqua, da soffici distese di deserto dai colori dorati ad antichi forti. Un’esperienza totalizzante, resa ancora più immersiva da alcuni pernottamenti tra le dune, sotto le stelle, in campo tendato mobile comfort.

Tra le tappe più sorprendenti e memorabili dei tour, Salalah, il punto di partenza per la scoperta del Dhofar e della parte meridionale del Rub’al-Khali. Arrivarci via terra regala tutto ciò che un viaggiatore desideri ammirare: altopiani, enormi spiagge di sabbia bianca e coste frastagliate, aree ricoperte da alberi e arbusti dai quali si ricava l’incenso, l’invitante e rinfrescante acqua dell’Oceano Indiano, resti di città antiche, sorgenti e cascate strette in ripide vallate. “Dopo tre giorni davvero emozionanti nel deserto del Rub’al-Khali, ci lasciamo le alte dune alle spalle per varcare le porte di Salalah, principale centro abitato del sud del Paese e della regione del Dhofar, differente rispetto a tutto quanto visto finora per via del suo animo tropicale, dei suoi paesaggi verdeggianti e delle sue floride vallate” racconta Francesca Lorusso, Product Manager e Direttrice di Shiruq. “Alla visita del sito Patrimonio UNESCO di Al Baleed, primo insediamento del Dhofar e oggi piccolo parco archeologico affacciato sull’Oceano Indiano, si affianca quella al Museo dell’incenso, che ci permetterà di conoscere la storia di questa regione dal 2000 a.C., storia fatta di tradizioni e commerci marittimi” continua Lorusso. Incredibilmente affascinanti anche i dintorni di Salalah: Taqah, un villaggio di pescatori rinomato per le sue case tradizionali e i prodotti ittici; Samharam (Khor Rohri, UNESCO), antica città portuale tra le più importanti sulla rotta commerciale dell’incenso; Wadi Darbat, luogo suggestivo ove la presenza di acqua è imperante, sotto forma di cascatelle, ruscelli, grotte e laghetti contornati da una fitta vegetazione; la spiaggia di Mugsayl, meravigliosa dal punto di vista panoramico perché unisce il contrasto di colori tra il blu dell’oceano e il bianco candido della sabbia, con la presenza sullo sfondo di imponenti scogliere di roccia. “Gli elementi di questo dipinto naturale non sono finiti, perché sulle scogliere è presente perfino un geyser e si possono inoltre incontrare colonie di uccelli e cammelli intenti a cibarsi della bassa vegetazione ai margini della spiaggia” commenta Lorusso

Dalle Wahiba Sands al Rub’al-Khali. La terra dei beduini Wahiba è una distesa di sabbia, le cui dolci e sinuose dune si estendono dai Monti Hajar alle coste dell’Oceano Indiano. In questo deserto dai colori dorati abitano molte specie selvatiche come volpi, fennec, gatti selvatici, manguste e diverse varietà di uccelli. Le piante sono per lo più cespugliose, ad eccezione degli alberi di Ghaf, preziosi luoghi d’ombra per i nomadi di passaggio. Diversamente dal morbido Wahiba Sands, il Rub’al-Khali ha un carattere più vigoroso che si manifesta con le sue imponenti dune. Grandiose e in continuo mutamento e dai colori sempre diversi, fanno da cornice a grandi distese striate di sale bianco. Bisogna sapersi muovere con destrezza su questo territorio tanto magico quanto difficile, un luogo le cui notti stellate lasciano senza parole qualsiasi visitatore.

 

Capitali antiche e moderne. Nizwa, l’antica capitale, un tempo riservata e conservatrice, è ora un luogo aperto e accogliente, dove godere a passo lento delle sue bellezze, come il maestoso forte. Salendo le scalinate della sua torre centrale si può ammirare un panorama degno di una cartolina, il minareto blu della moschea Sultan Qaboos e sullo sfondo, appena dopo la cornice di vegetazione che cinge la città, i monti Hajar in tutta la loro asprezza. Per appagare altri sensi oltre la vista è bene visitare il souq, ricco di spezie il cui profumo si mescola agli odori dei mercati circostanti: quello del bestiame, della verdura e del pesce che arriva a Nizwa tutti i giorni dalla costa.

Colta, rilassata, ricca ma senza ostentazione, ancora intrisa di magia orientale, con i suoi lussureggianti giardini e le ammalianti architetture, Muscat è la moderna capitale dell’Oman, capace di intrecciare sapientemente passato e futuro, tradizione e innovazione. La forma allungata della città ad occupare lo stretto spazio tra le brulle montagne e il mare è singolare. Lo sguardo può volgere infatti in ambo le direzioni, appagato in egual modo dai differenti panorami. I suoi edifici sono iconici, come la Grande Moschea e il Teatro dell’Opera, il porto mai troppo congestionato e il souq, vivace ma mai caotico.