“Dobbiamo essere uniti e compatti, la nostra industria è stata la prima a patire il colpo più duro. Stavolta dobbiamo uscirne insieme, nessuno si salva da solo. L’unico virus che mi spaventa davvero in questo momento sono divisioni e cordate”.
È l’appello energico e accorato di Leonardo Massa, country manager Italia di MSC Crociere. “Affrontiamo un’emergenza di enorme complessità – spiega – anche perché è in evoluzione continua, tutto cambia di ora in ora”.

L’operativo delle navi cambierà?

Nessuna partenza è cancellata. Però siamo costretti a modificare alcuni itinerari, per evitare i porti chiusi agli italiani. Non abbiamo alternative, accade in alcune aree dei Caraibi e nell’area del Golfo. Ci adeguiamo di giorno in giorno, abbiamo lasciato la Cina da fine gennaio. È tutto molto mutevole”.

Clia ha cambiato le norme di imbarco per il virus, come?

“La Cruise Lines International Association vieta alle navi l’imbarco dei passeggeri di Lombardia e Veneto, di quelli transitati in aeroporti delle zone rosse o in qualsiasi modo coinvolti con contagiati dal coronavirus. Noi distribuiamo a tutti i passeggeri un form apposito prima dell’imbarco, tutti devono riempirlo rispondendo a domande mirate per tenere le navi in sicurezza.

Avete modificato i termini di cancellazione? e i rimborsi?

“Con MSC ora la penale scatta a 21 giorni data di partenza. Questo ha dato sicurezza, ha aiutato molto le agenzie a frenare l’ondata di panico ingiustificato. L’early booking in gran parte è stato salvato. Rimborsiamo tutti i passeggeri della zona rossa che non possiamo imbarcare,  e se il consiglio dei ministri include un altro comune nella zona rossa noi facciamo lo stesso. Altri rimborsi sono prevedibili a termini di legge. Insieme alle agenzie riproteggiamo i clienti disposti a posticipare, oppure che accettano itinerari non preclusi agli italiani”.

È vero che c’è anche chi sceglie di partire ora?

Si, non è uno scherzo. Ci sono famiglie che alla chiusura delle scuole stanno reagendo così, considerano che la nave sia un luogo sicuro e controllato e vengono in crociera, colgono l’occasione di una vacanza. Qualcuno ne ha intervistato la Rai.

Come va nelle agenzie?

“Le agenzie stanno facendo un lavoro superlativo. Mai come ora siamo stati felici della scelta di affidarci a loro, che stanno mettendo in campo grandissima professionalità. I clienti tipicamente entrano con il panico innescato dai media, in un Paese in cui si è bloccata gran parte delle attività produttive. Le agenzie riescono a rassicurarne molti, noi le supportiamo al massimo.

Avete creato un’unità di crisi?

“La nostra unità di crisi è una struttura permanente, entra in campo nelle emergenze. Naturalmente lavora H24, perché siamo sul mercato globale. Prima abbiamo gestito i cinesi, poi il Sudafrica, poi il Sudamerica e così via.

Come reagiscono i mercati internazionali?

“La contrazione del booking è importante e molto emotiva, soprattutto dove l’onda mediatica è arrivata più forte. In Italia il problema è scoppiato il giorno in cui il governo ha chiuso Codogno. Rimane quasi invariata la domanda dai Paesi non ancora toccati dal virus, ma di nuovo, la situazione evolve di ora in ora.

Uno sguardo sul futuro…

“Io credo che se tutto questo finirà in tempi ragionevoli sarà possibile ancora fare buoni risultati per le agenzie e per noi sull’alta stagione. Sono importanti i tempi.

Come ritrovare fiducia?

“Il nemico stavolta è invisibile – conclude Massa – per la prima volta nella storia di questa industria. È una situazione più difficile anche rispetto all’11 settembre del 2001. Quindi lo ripeto, mai come ora tutti ma proprio tutti dobbiamo fare sistema, stare uniti e guardare all’interesse comune, ne possiamo uscire solo tutti insieme. E ricominciamo noi per primi a viaggiare, siamo un popolo di navigatori, diamo l’esempio a tutto il mondo. Muoviamoci, al più presto”. Marina Firrao