Cresce l’appeal dell’Alto Adige come meta turistica. È il risultato di una recente indagine realizzata da Booking Südtirol, il portale di prenotazione dell’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti (HGV). A partecipare al sondaggio, condotto online recentemente, sono stati 1.500 utenti di lingua tedesca e 1.300 di lingua italiana provenienti da Germania, Italia, Austria e Svizzera.

Il risultato più importante emerso dallo studio è che a guadagnare attrattività sono soprattutto le basse stagioni. Per il 44% degli intervistati tedeschi, austriaci e svizzeri, infatti, l’autunno è il periodo più richiesto per le vacanze in Alto Adige; per il 22% del target, invece, è la primavera. Dallo stesso sondaggio effettuato da Booking Südtirol tre anni fa emergeva, invece, come il 32% preferisse i mesi autunnali e il 18% quelli primaverili.

Tra gli intervistati di lingua italiana è l’estate a dominare (53%) seguita dall’inverno (25%). Della bella stagione sono apprezzati soprattutto i sentieri da trekking, la varietà di attività praticabili, il clima e il paesaggio; dell’inverno, invece, è amata l’offerta sportiva con prevalenza per lo sci alpino, la qualità della neve e l’atmosfera fiabesca. Ma anche tra gli utenti del Bel Paese le stagioni intermedie stanno guadagnando terreno: rispetto al sondaggio del 2019, la primavera è passata dal 7% al 13% di preferenze e l’autunno dal 6% al 9%. Se a conquistare in primavera è la natura con le sue fioriture, in autunno il territorio richiama per i colori della vegetazione.

“I risultati mostrano che l’Alto Adige è considerato una meta turistica ricercata anche nelle stagioni “di spalla”. Questo ci fa sperare di poter raggiungere, sul medio termine, il picco degli ospiti anche nei mesi di bassa stagione”, spiega Klaus Berger, vicepresidente dell’ HGV e responsabile del portale di prenotazione.

I fattori decisivi per gli ospiti
L’indagine ha preso in esame anche i criteri di scelta delle mete di vacanza. Per quanto riguarda le strutture ricettive, la pulizia e l’ospitalità sono in cima alla classifica tanto degli ospiti di lingua italiana quanto di quelli di lingua tedesca. Le opzioni “pulizia”, “pace e tranquillità”, “natura-paesaggio-montagne” e “ospitalità” hanno ottenuto, in quest’ordine, la maggioranza delle preferenze nelle motivazioni che spingono a scegliere come meta l’Alto Adige, seguite da “sicurezza”, “rapporto qualità-prezzo”, “tradizioni”, “accessibilità” e “sostenibilità ecologica ed economia circolare locale”.

Il sondaggio ha poi mostrato che circa l’88% degli ospiti utilizza la sua auto per andare in vacanza. Ma una volta raggiunta la meta, il 41% degli ospiti tedeschi, austriaci e svizzeri non tocca quasi più la macchina e il 6% dichiara di non usarla mai. Tra gli ospiti italiani la percentuale cala fino al 29% (quasi mai) e al 5% (mai). “Se riuscissimo a far sì che anche solo una parte dei nostri ospiti non si sposti con il mezzo privato ma in treno, questo si tradurrebbe in un immenso beneficio per l’ambiente e in una riduzione notevole del volume di traffico veicolare”, suggerisce Berger.

Una volta raggiunto l’Alto Adige, i turisti dimostrano di apprezzare maggiormente alcuni fattori di eccellenza. Nell’ordine di scelta: gastronomia, benessere-spa e infrastrutture (comprese piste ciclabili e da sci, baite e sentieri da passeggiata e trekking). La provincia di Bolzano viene dipinta come un luogo adatto alle famiglie, perfetto per attività fisiche e all’aperto, con una buona rete di trasporto pubblico e “pet friendly”. ”

Nel confronto con altri territori alpini simili o limitrofi – Trentino, Lombardia, Veneto e Valle d’Aosta, ma anche Algovia, Tirolo e Cantone dei Grigioni – l’Alto Adige dimostra di non avere concorrenza in termini di preferenze dei visitatori per quanto riguarda la qualità di hotel (il 78% dei turisti presceglie il Sudtirolo agli altri territori), ristoranti (63,5%), infrastrutture per lo sport e il tempo libero (56,5%), raggiungibilità, ospitalità, rapporto qualità/prezzo, natura (80%), sostenibilità e offerta culturale.

Modifiche dei comportamenti
Assieme alla bassa stagione, anche le strutture ricettive più piccole stanno guadagnando appeal agli occhi dei turisti. A dimostrarlo sono le valutazioni di gradimento nelle domande della ricerca che miravano a cogliere le modifiche dei comportamenti in vacanza a seguito della pandemia. L’affermazione “quando prenoto presto più attenzione alle condizioni di disdetta rispetto a prima” riceve ora un consenso nettamente maggiore. Oltre il 60% è pienamente o molto d’accordo con questa affermazione: gli intervistati di lingua italiana risultano più decisi di quelli di lingua tedesca. A seguito della pandemia, inoltre, l’Alto Adige riveste ora un’attrattività maggiore per un quarto del campione di lingua tedesca (25%) e per il 32% degli intervistati di lingua italiana.

Boom di prenotazioni online
Il 70% degli ospiti prenota le sue vacanze online tramite portali come Booking Südtirol, mentre un quinto degli intervistati (circa il 20%) lo fa tramite il sito web della struttura. I criteri più importanti che fanno ricadere la scelta sulla prenotazione online sono le condizioni più vantaggiose, l’affidabilità garantita dalla piattaforma o dal gestore e la chiarezza e la facilità di navigazione del sito web. “La metà degli intervistati dichiara di aver già prenotato almeno una volta tramite Booking Südtirol e afferma che lo farebbe di nuovo”, rivela il vicepresidente di HGV, Klaus Berger.