È stata lei, la fascinosa sirena della pubblicità, la madrina di Costa Smeralda: Penelope Cruz, sinuosa ed elegantissima in nero, ha sfoderato il suo sorriso smagliante per tenere a battesimo l’ultima nata di Costa Crociere augurandole, come vuole l’antico rituale, di navigare sempre in mari tranquilli.

Cerimonia suggestiva celebrata con il comandante Paolo Benini, condivisa con la platea di agenti di viaggi e media, e con gli uomini di vertice del gruppo Carnival e di Costa Crociere venuti festeggiarla: da Miami è giunto Arnold W.Donald, il ceo di Carnival Group, affiancato da Michael Tamm, ceo di Costa Group e dal direttore generale di Costa Crociere Neil Palomba (nella foto sopra)  insieme ad Adam Tihany, l’architetto autore degli interni, a Jan e Bernard Meyer dei cantieri Meyer Verft di Turku, che hanno costruito la nave in Finlandia. Presenti Ilaria Caprioglio, sindaco di Savona – dove Costa porta un milione di passeggeri l’anno – e il vice ministro ai trasporti e infrastrutture Giancarlo Cancelleri.

Una svolta per l’industria delle crociere

Di Costa Smeralda, smart city del divertimento e del relax sul mare, si è già detto tutto: Costa Crociete ha già ospitato 1.800 agenti di viaggi in alcuni weekend, per farla conoscere e farla raccontare. Vale la pena di ricordare però che con Costa Smeralda il gruppo Carnival avvia un radicale salto evolutivo per il mondo delle crociere, giocato su poche semplici linee strategiche: oltre l’enfasi fortissima sull’eccellenza italiana – a bordo c’è perfino CoDe, l’unico museo del design italiano sul mare (qui sopra a destra) – Costa Smeralda parla di innovazione tecnologica e prima ancora di sostenibilità e protezione ambientale: con l’alimentazione a LNG, gas naturale liquefatto, in assoluto l’idrocarburo più ‘pulito’ depurato di particolato, ossidi di zolfo e altri inquinanti: «Una scelta che anticipa di anni le richieste dell’International Maritime Organization – ha detto con orgoglio Arnold Donald – e implica un’assunzione attiva di responsabilità nei confronti del mare e dei luoghi che tocchiamo, che vogliamo lasciare migliori di come li abbiamo trovati, anche sostenendo la loro economia». Cosa che il gruppo fa in Italia, dove sostiene circa 17mila posti di lavoro contribuendo con circa 3 miliardi di euro l’anno al Pil italiano, dopo aver costruito già 65 navi nei nostri cantieri. Importante anche il contributo all’erario di Costa Crociere, con la sede a Genova e tutta la flotta immatricolata al registro italiano.

Tra due anni gli Emirati

“Costa Smeralda è una delle 28 Navi del gruppo Costa – ha detto Tamm – nel suo ciclo di vita possiamo pensare che trasporterà almeno 10 milioni di ospiti toccando 7.500 porti, e per almeno 30 anni mostrerà a tutti come l’Italia va nel mondo”. Nel 2021 arriva Costa Toscana, anche questa alimentata a LNG. E Costa Smeralda dopo le sue prime stagioni sul Mediterraneo Occidentale farà rotta verso Dubai, la sua prima stagione sul Golfo nell’inverno 2021-2022.

80mila passeggeri a febbraio su Costa Smeralda

“Solo in febbraio su Costa Smeralda abbiamo avuto 80mila ospiti tutti in massima sicurezza – ha aggiunto infine Neil Palomba, il dg di Costa Crociere – un segnale positivo in questo momento particolare, in cui la  salute nostra e dei nostri ospiti è la massima priorità. Abbiamo assunto misure stringenti di protezione e di santificazione a bordo. Il nostro è il messaggio rassicurante che viene da un’impresa privata, chiediamo lo stesso a chi deve contribuire in un momento così delicato”.

E intanto in fatto di responsabilità il messaggio di Carnival raggiunge forte e chiaro le istituzioni italiane: Costa Smeralda può alimentarsi ora solo a Barcellona, dove il porto è attrezzato di una centrale Shell di distribuzione dell’NLG, forse sarebbe utile averne una anche in Italia. Dove probabilmente aiuterebbe anche accelerare l’elettrificazione delle banchine nei porti, per consentire alle navi di spegnere i motori nelle toccate. Aiuterebbero altrettanto nuovi collegamenti ferroviari tra i porti e le stazioni dell’Alta Velocità, per tagliare ancora le emissioni inquinanti connesse alle crociere.
Marina Firrao