Mentre si notano timidi segnali di ripresa dell’outgoing e quindi si nota il ritorno di vacanzieri in agenzia, qualcuno annuncia per Roma a gennaio 2020 una fiera b2c in collaborazione addirittura con un giornale di categoria.

Quello che non capisco sono i tentativi di proporre una fiera sul turismo, un settore così articolato e professionale, che vengono spesso da gente fuori dal settore per poi presto naufragare… ma quello che non capisco è come un giornale di categoria possa accettare di essere media partner di una fiera b2c rischiando di giocarsi le simpatie del settore tutto!

Eppure proprio a Roma, città che si presta bene per eventi fieristici legati a numerosi settori dell’economia, proprio con il turismo si è toppato in modo clamoroso in passato, ed è successo ad organizzazioni molto più ben strutturate di quella che si appresta a mettersi all’opera…

Non credo comunque che in questa fiera b2c ci possa mai essere la presenza di un tour operator o di una Compagnia di navigazione, di una Compagnia aerea, di un’azienda di servizi turistici, di un villaggista o di altra azienda di settore.

Correrebbero il grosso rischio di vedersi voltare le spalle dalla intera intermediazione, dai tanti network esistenti sul mercato e dal mondo del turismo intero. E non credo neanche che la figura dell’espositore fieristico possa essere sostituita solo da un’agenzia di viaggio che solitamente investe in altre risorse, lasciando giustamente al mondo dell’imprenditoria turistica l’oneroso compito dell’organizzazione di una fiera che richiede investimenti, professionalità e conoscenza del settore.

Chiunque volesse affiancare un’operazione del genere farebbe harakiri, sarebbe additato come un professionista che non crede più nel proprio lavoro e nelle sue capacità imprenditoriali.

Parlando di cose serie sembra che tutti siamo con il fiato sospeso in attesa dell’apertura dei cancelli del vero inizio delle vendite della stagione estiva 2019. Soffre il Mare Italia perché economicamente è molto poco accessibile ed ha la concorrenza del Nord Africa, soffre il breve raggio perché non è più un prodotto redditizio per i noti motivi tra internet, Ota e contratti diretti degli hotel e soffre un po’ anche il lungo raggio perché lascia sempre meno margini al tour operator e di conseguenza alle agenzie. Per non parlare delle difficoltà della villaggistica per l’invasione delle compagnie di crociere che a prezzi competitivi offrono sempre maggiori posti cabina a prezzi sempre più bassi.

Questa per me, uomo del turismo con 44 anni di onorata carriera, è la situazione di questa strana stagione estiva 2019.

Angioletto de Negri