Il comunicato è arrivato di notte, testo essenziale ed anonimo in cui si riepiloga la situazione, si chiariscono di chi sarebbero le responsabilità e si porgono le scuse ai malcapitati che si sono visti negare o quanto meno rovinare le vacanze. Dopo giorni di silenzio e pochi minuti dopo la mezzanotte di oggi, è ricomparso così Tourgest, il tour operator che per il secondo anno consecutivo ha messo a terra i suoi clienti in attesa di imbarcarsi (o di rientrare) per Lampedusa. La decisione, spiega il comunicato, sarebbe stata assunta “a causa delle gravi inadempienze da parte del broker/vettore – Small planet / Astra charter di Roma”.

Il remake di un film già visto lo scorso anno tanto che fra i clienti, di cui gran parte riuniti anche in diversi gruppi creati sui social “per ottenere giustizia e rimborsi”, sono in tanti a chiedersi come sia stato possibile e chi abbia autorizzato la compagnia ad operare anche quest’anno.  La differenza poco consolatoria sta nel fatto che l’anno scorso la “crisi” si manifestò a stagione inoltrata mentre quest’anno il “bidone” (secondo definizione social…) è stato servito fin dall’inizio dell’estate.

E se nella passata stagione le responsabilità erano state attribuite alle pretese di Mistral Air (accuse rispedite al mittente dalla compagnia aerea), Tourgest sostiene questa volta di essere stata di fatto “obbligata a sospendere i voli: in tutta la stagione, il cui inizio era previsto per il 27 maggio, perché il broker/vettore – Small planet / Astra charter di Roma non ha operato nessuno dei voli programmati per  conto di Tourgest”.

La nota del tour operator spiega che ciò “ha causato perdite e disagi, perché Tourgest ha dovuto riproteggere i passeggeri tutti i fine settimana con un carico di maggiori costi insostenibile ed esorbitante rispetto a quanto contrattualmente convenuto. Gli oneri attribuiti di Tourgest sono stati particolarmente alti perché ha dovuto recuperare nelle prime settimane di programmazione aerei e operatività in ogni parte d’Italia durante l’alta stagione e in breve tempo. La ricaduta finanziaria di questa attività ha penalizzato pesantemente Tourgest a causa della revoca di numerosi pagamenti e cancellazioni. Il perdurare dell’incertezza operativa e il danno d’immagine costringono ad una decisione sofferta ma ineludibile”.

Al grido di “(di nuovo) tante scuse”, nella nota si spiega che “le società che in questi ultimi due anni hanno gestito il marchio Tourgest hanno fatto il possibile per dare continuità ad un lavoro iniziato oltre 20 anni fa, ma gli enormi esborsi economici imprevisti hanno messo in difficoltà le società. La volontà di onorare gli impegni assunti, anche in una situazione difficile, ci ha indotto peraltro ad operare anche in assenza di utili, svolgendo di fatto un servizio socialmente utile (sic… ndr) nel collegamento aereo con Lampedusa”.

Ai clienti lasciati a terra e furiosi, Tourgest fa sapere di non voler sottrarsi alle sue responsabilità  ma  che intende tuttavia far valere le sue ragioni nelle sedi opportune ed ha dato incarico ai suoi legali di operare a tal fine.

La compagnia ha invitato i passeggeri a scrivere a customercare@tourgest.com  e  relazioniclientela@tourgest.com per chiedere il rimborso dei biglietti. “Una procedura piuttosto curiosa – dicono da Fedeconsumatori – dal momento che un reclamo o richiesta di rimborso, secondo la normativa vigente, deve essere inviato per raccomandata a/r o pec”. In tal senso l’associazione dei consumatori ha invitato i passeggeri coinvolti a scrivere anche (inviando appunto una raccomandata a/r) all’indirizzo della compagnia: Via Nunzio Morello, 21, 90144 Palermo PA”.