“Non ci sarà alcuna fusione tra Moby e Toremar”. Lo ha precisato l’armatore di Moby Vincenzo Onorato nel corso di un incontro con i sindacati ed i lavoratori di Toremar che si è tenuto a bordo del traghetto Oglasa, in banchina nel porto di Piombino. “Toremar resterà una Compagnia indipendente – ha detto Onorato – conserverà navi, organico e contrattualistica attuale”. L’incontro con i marittimi si è tenuto dopo che, lo scorso 5 maggio, Moby si è aggiudicato il bando regionale per l’acquisizione di Toremar e, quindi, per la gestione dei collegamenti con le isole dell’arcipelago toscano. “La prima esigenza è garantire la sopravvivenza di Toremar, le situazioni dei marittimi non saranno toccate”, ha sostenuto Onorato, che ha voluto chiarire la propria posizione dopo pochi giorni dall’aggiudicazione provvisoria della compagnia Toremar. “Tutti possono arrivare, fare promesse e poi non mantenerle – ha dichiarato l’armatore di Moby – noi invece abbiamo un rapporto forte con il territorio elbano”. Onorato ha ribadito ai marittimi l’intenzione di portare avanti un programma di rinnovo della flotta che, nel giro di pochi anni, comporterà la sostituzione completa delle navi. Moby e Toremar resteranno due Compagnie indipendenti. Nel consiglio di amministrazione Toremar non entreranno dirigenti di Moby. “Nel Cda siederanno eminenti personalità locali”, ha specificato Onorato. Ad eccezione del solo Achille Onorato, figlio dell’armatore napoletano. Onorato ha ribadito inoltre l’intenzione di ridurre, in seguito all’acquisizione di Toremar, le tariffe Moby, abbassandole al livello di bassa stagione eccetto nei fine settimana di luglio e agosto. “Ci saranno delle sinergie – ha spiegato Onorato – ed i risparmi che ne derivano saranno ribaltati direttamente sull’utenza”. I delegati sindacali hanno rivolto ad Onorato numerose domande nel corso della riunione a bordo dell’Oglasa. “Apprezziamo la scelta di Onorato che non ha pensato a scrivere comunicati ma, per prima cosa – ha sottolineato Piero Dapelo (Filt Cgil) – ha voluto incontrare i sindacati ed i lavoratori”.