Francesca BenatiCi sarà il viaggiatore social che si muoverà quasi unicamente in base ai ‘mi piace’ e cinguetti di amici e parenti. Ci sarà quello etico, che si muoverà con la volontà di minimizzare la produzione di smog o con l’ impegno di migliorare la vita delle popolazioni visitate. Il forzato dei viaggi di lavoro, poi, sarà costretto in tempi e budget fissi e il fan della semplicità che cercherà di evitare il più possibile la gestione in prima persona dei dettagli di viaggio. Poi i puristi culturali ed infine i cacciatori di gratificazioni. Sarà diviso in sei tribù, anche fortemente contaminate tra di loro, il popolo di oltre 1,8 miliardi di persone che entro il 2030 viaggerà ogni anno fuori dai confini nazionali. Emerge dal report Future Traveller Tribes 2030, commissionato da Amadeus e presentato al Travel Technology Day a Milano. Si tratta di 700 milioni di persone in più rispetto al totale dei viaggiatori di oggi. Entro il 2025 i viaggi ed il turismo costituiranno il 10% del Pil mondiale e quasi il 10% dei posti di lavoro. Nel dettaglio, secondo Amadeus, si registrerà nei prossimi 10 anni una crescita in valore assoluto del contributo al Pil pari a +7.580 miliardi di euro, per una quota di 9,8% di quello mondiale, con una crescita media annua tra il 2015 ed il 2025 del 3,6%. Durante il Travel Technology Day, giornata dedicata al futuro dei viaggi e all’evoluzione del mercato, sono emerse le aspettative sempre più alte da parte del viaggiatore iperconnesso. Il viaggio comincia prima e finisce in un tempo più dilatato rispetto a prima, con l’ avvento delle tecnologie digitali e la possibilità di profilare i viaggiatori tramite l’uso dei big data. Un altro interessante trend, trasversale rispetto alle varie tribù, è la crescita proporzionalmente più accentuata dell’interesse verso i beni esperienziali rispetto ai prodotti materiali. Una tendenza che sottolinea il nuovo carattere del viaggiatore del futuro, guidato dai più svariati intenti, umanitari, legati ai social network, etici, finalizzati al relax o a obiettivi più precisi, legati dal fil rouge dell’esperienza. “Nei prossimi 15 anni – commenta Francesca Benati (nella foto), amministratore delegato e direttore generale di Amadeus Italia – il desiderio di condividere esperienze di viaggio sarà profondo, così come crescerà l’impatto delle azioni di condivisione rispetto all’ispirazione ed ai trend d’acquisto. I consumatori dei mercati maturi stanno approcciando un’era post-materiale e noi ci aspettiamo un focus maggiore sull’esperienza, e in secondo luogo sull’etica, sia ambientale che sociale, per influenzare significativamente le scelte ed i comportamenti di viaggio”. Secondo una ricerca di Oxford Economics, nel 2025 la spesa globale per beni materiali ammonterà a 1.000 miliardi di dollari all’anno, mentre la spesa per beni esperienziali avrà un’ impennata che toccherà 1.800 miliardi di dollari.