Che siano gli aerei a decollare non c’è dubbio, ma anche certi aeroporti non scherzano: è il caso dello scalo di Napoli-Capodichino, che vanta destinazioni e presenze da primato, con una crescita apparentemente inarrestabile.

“Dal prossimo primo luglio partirà il volo giornaliero Napoli-Mosca, operato dalla compagnia aerea Aeroflot – dice Margherita Chiaramonte, Responsabile Sviluppo Network Aeroporto di Napoli – Che sia una compagnia di bandiera ad operare il volo è garanzia di maggiori connessioni a Oriente partendo da Napoli. Nel 2018 tocchiamo quota cento destinazioni, di cui 84 sono internazionali: tra gli altri nuovi collegamenti da elencare, infatti, c’è anche quello dagli inizi di luglio per Alghero con Volotea, che opererà anche su Cefalonia e Rodi, le quali saranno dunque le ultime due isole greche servite da Napoli, arrivando così ad otto unità. Dai primi di luglio, inoltre, easyJet volerà da Napoli su Faro e dal primo settembre su Granada , mentre dal primo gennaio è partito il volo per Sharm El Sheikh, che diventerà trisettimanale in estate. Ryanair da fine ottobre collegherà Napoli a Marrakech e Copenhagen. La capitale danese, già programmata in estate, rimarrà anche in inverno, come pure la novità di Marrakech”.

L’Aeroporto di Napoli-Capodichino ha chiuso il 2017 con il 27% di crescita, quattro volte superiore alla media italiana e tre volte a quella europea, e si piazza all’ottavo posto nel mondo per crescita aeroportuale, unico scalo italiano presente. “In Europa siamo secondi per crescita, che riguarda sia i passeggeri provenienti da tutto il mondo che le destinazioni – ribadisce Chiaramonte – Ci precede solo Reykjavik. Secondo le stime Bankitalia relative al periodo gennaio-luglio 2017, gli arrivi internazionali sono aumentati del 16% e le presenze del 28%, così come pure la spesa. Con un traffico invernale aumentato del 45% dal primo gennaio allo scorso 15 marzo sugli stessi mesi del 2017, soprattutto di visitatori internazionali, possiamo dire di svolgere un ruolo di primo piano nella destagionalizzazione”.