Ci mancava solo la zanzara Zika!

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Più nera della mezzanotte non può venire, perciò prendiamocela con filosofia senza chiuderci in malinconica solitudine o in rabbiosa cattiveria contro tutto e tutti come sta avvenendo.
Mai isolarsi e restare fuori dal confronto con la concorrenza, dallo scambio di idee, dal farsi vedere entusiasti, vivi e vegeti, dallo scoprire nuove strategie e mai stare fuori dalla famiglia, dalle fiere di settore che servono proprio in momenti così difficili come quello che stiamo attraversando…
Le fiere sono sinonimo di energia, dinamismo, vitalità ed offrono possibilità di nuove prospettive… È dove si fa il punto della situazione del mercato… Poveri stolti coloro che non riescono più a comprenderlo…
Di fronte ad ogni minaccia del mercato bisogna innovare velocemente, adeguarsi ai bisogni del consumatore e dell’intermediario che sono diventati sempre più esigenti. Mi domando dove può avvenire tutto ciò se non in una fiera specializzata, nel proprio spazio e in poche ore, con minimo investimento e possibilità di conoscere anche la proprietà di un’azienda invece del solito commerciale?
Vale la pena accanirsi a tutti i costi per cercare di risollevarsi in un mestiere che oggi non ha più un’esclusiva? Oggi il tour operating è tagliato un po’ fuori. Tutti fanno tutto e guai a chi fa finta di non capirlo.
Bisogna tornare al passato; la nostra professione non è nata dal tour operating ma dall’agenzia di viaggio pura, specializzata ed essenzialmente consulente. Per fare solo un esempio, Chiariva, numero uno delle agenzie storiche aperte al pubblico, per fare il tour operator ha chiuso… era la signora italiana delle agenzie di viaggio insieme a Cit, American Express, Sit, etc. Rimarrà in piedi solo il T.O. che sarà capace di offrire un prodotto in esclusiva, ma nel vero senso della parola: sarà bravo il T.O. che potrà dire “quest’albergo o villaggio è soltanto mio e me lo vendo da solo con la mia rete di intermediazione”. Ma parliamo di mosche bianche.
Negli anni 70, appena ventisettenne, ero Direttore di filiale nel gruppo STUI/FIAT. Inventammo il tour operating con TUTTOJET in contemporanea con AVIATOUR e man mano si arrivò ad essere circa 150/200 tour operator in Italia che all’epoca ressero solo per l’interessante giro di soldi che c’era. Finito il giro di soldi per i vari momenti di crisi, durante questi ultimi 20 anni molti hanno chiuso e sono veramente tanti. Fra l’altro in queste ore molti stanno continuando a chiudere o passare di mano gonfiando magari i fatturati di chi ancora acquista, di qualche milionata  di euro in bilanci senza utili.
Oggi  sopravviviamo in pochi, tutti però, un po’ votati alla morte visti i grossi problemi che stiamo attraversando dalle Torri Gemelle nel 2001 fino alla zanzara Zika che è venuta a dar fastidio oltre il ruolo che tradizionalmente le compete. Senza dimenticare che siamo schiacciati da Ota, hotel e villaggi che chiamano direttamente i consumatori. Ed ancora, le commissioni zero delle compagnie aeree e la svendita che si fa delle cabine sulle navi da crociera. A questo si aggiunge la concorrenza delle agenzie di viaggio dettaglianti che si sono riappropriate della loro naturale professione con il ‘self tour operator in agenzia’ e lo stato di abbandono dei governanti che non ci riconoscono come operatori turistici perché dicono che il turismo è solo quello Incoming… rappresentato dall’ENIT magari!
Bisogna tornare alle origini; se non si cambia format è inutile sperare di farcela solo con il taglio di determinati costi di comunicazione, commerciali, pubblicitari o di cercare di ottenere la cassa integrazione in deroga per centinaia di dipendenti in ogni momento. Si ritorni a fare il mestiere di tour operator puro, quello che sa fare il ‘Tailor Made’, che vola con la compagnia aerea di linea, che non è proprietario/gestore di resort.
Oppure, dobbiamo avere il coraggio di trasformarci ed aprire al pubblico. Ci teniamo un po’ di personale specializzato, risparmiamo le commissioni, la stampa dei cataloghi, il costo dei palazzi e tutto il resto. Dobbiamo far presto. In Italia non può sopravvivere il tour operator tuttologo che offre dall’albergo ai pullman e agli aerei. Si è dimostrato un format che non può andare avanti ed il guaio è che sta trascinando tutto il settore con le varie chiusure ed i tanti debiti sparpagliati per strada.
Non sono bastati gli esempi di coloro che, presi dal delirio d’onnipotenza e dalla megalomania, sono saltati  in malo modo? Restiamo con i piedi per terra e cerchiamo di salvare il salvabile qualificando la professionalità e riducendo i rischi… sempre che ce ne siano le capacità!
È solo una mia riflessione in un corto e amaro febbraio del 2016.

Grazie per la lettura.
Angioletto de Negri