Bernabò Bocca“Chiediamo al Governo e al Parlamento di impegnarsi maggiormente su alcune questioni che rappresentano un macigno nella gestione delle nostre imprese. Stimiamo che nel 2014 gli alberghi italiani abbiano pagato circa 893 milioni di euro solo di Imu e Tasi, equivalenti a una media di 26.487 euro per albergo e 817 euro per camera”. E’ questo l’appello lanciato dal presidente di Federalberghi Bernabò Bocca (nella foto) alla 65esima assemblea nazionale dell’Associazione tenutasi a Como. “L’onere – ha sottolineato Bocca – è aggravato dal fatto che l’imposta si paga ance se la struttura è chiusa o vuota”. Federalberghi chiede anche alle amministrazioni locali ed alle regioni di condividere la battaglia contro l’abusivismo nel settore turistico-ricettivo. “Questo mercato parallelo dell’ospitalità che sfugge ai controlli previsti per lo svolgimento delle attività economiche – ha aggiunto Bocca – si sviluppa anche grazie alle opportunità fornite da portali di prenotazione e recensioni che non forniscono garanzie circa il rispetto dei criteri minimi previsti dalla legislazione italiana per l’esercizio delle attività di ricettività ed ospitalità. In tutte le economie turisticamente sviluppate si pone il problema di regolamentare questo Far West all’interno del quale può essere difficile distinguere l’innovatore dall’evasore fiscale, chi sperimenta nuove forme di ricettività da chi semplicemente abusa di un vuoto normativo per praticare concorrenza sleale e pericolosa per i consumatori. Non vogliamo – ha concluso il presidente di Federalberghi – nessuna preclusione all’ingresso di nuovi soggetti o servizi innovativi rispetto all’ospitalità tradizionale, ma regole certe e uguali per tutti”.