Fine settimana vivace per il settore, che ha visto Astoi rispondere per le rime al ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, intervenuta al Tg1 e Tg2 sulle emergenze di questi giorni che hanno visto protagonisti i turisti dall’altra parte del Mediterraneo. “Apprendiamo con estremo stupore – dichiara Roberto Corbella, presidente dell’associazione dei tour operator italiani – la notizia dell’istituzione di un numero per informare gli italiani che intendono recarsi all’estero da parte del Dipartimento del Turismo. A tale proposito, evidenziamo come non esistesse alcuna esigenza al riguardo poiché, da tempo, il nostro ministero degli Esteri svolge egregiamente questo ruolo attraverso le informazioni contenute sul sito ‘Viaggiare Sicuri’ ed attraverso il numero h24, messo a disposizione dall’Unità di Crisi della Farnesina. Esprimiamo, inoltre – continua Corbella – incredulità anche per la leggerezza con la quale il Ministro ha affermato che il Marocco è un Paese ‘sconsigliato’, cosa assolutamente non vera. A nostro parere, sarebbe opportuno che tali dichiarazioni venissero rilasciate esclusivamente dal Ministero competente, per evitare possibili ripercussioni non solo sul turismo, ma anche sulle relazioni diplomatiche con altri Paesi. A questo punto ci chiediamo se, nel tentativo maldestro di promuovere il turismo in Italia, il Ministro non stia facendo del terrorismo sui viaggi all’estero”. L’affondo del numero uno di Astoi non finisce qui: “Le dichiarazioni del Ministro continuano a stupirci in quanto è la prima volta che il Dipartimento si occupa di turismo verso l’estero e di emergenze. Sino ad oggi, gli operatori del settore si sono fatti carico di tutte le spese per la gestione delle emergenze, con un costo stimato, per gli ultimi anni, in oltre 110 milioni di euro. Tutto ciò – prosegue Corbella – senza aver avuto alcun tipo di supporto dal Dipartimento del Turismo. Se questa è la nuova intenzione del Ministro, ci piacerebbe conoscere il relativo programma politico e confrontarci su di esso come operatori del settore”. A proposito di condivisione di programmi e di interventi normativi per il settore, Corbella afferma che “in tali dichiarazioni si annuncia altresì l’istituzione, attraverso il futuro Codice del Turismo, di una super polizza assicurativa a carico degli operatori del settore della quale, più volte, abbiamo evidenziato l’impraticabilità, richiedendone lo stralcio integrale, in piena condivisione con tutte le associazioni di categoria del settore. La previsione di una copertura assicurativa così come proposta, infatti, comporterebbe non solo oneri insostenibili a carico degli operatori, ma è anche ritenuta inattuabile dalle stesse compagnie assicurative. Questo è l’ennesimo tentativo di far pagare solo agli operatori la gestione delle emergenze – commenta Corbella – Ricordiamoci, infatti, che l’attuale Fondo di Garanzia esistente presso il Dipartimento del Turismo, che dovrebbe intervenire espressamente in tali frangenti, è alimentato esclusivamente con i soldi degli operatori e non è mai intervenuto in soccorso di nessuno”. L’attualità riporta ad una vecchia questione, un nodo mai risolto e cruccio per gli operatori che è il Fondo di garanzia. “In tutti i casi d’emergenza verificatisi nel corso dell’ultimo decennio, si pensi solo alla gestione degli effetti della nube vulcanica islandese nell’aprile 2010 – ricorda Corbella – i tour operator si sono fatti parte diligente ed hanno sostenuto costi ingentissimi per assistere e rimpatriare i nostri connazionali. A seguito delle tensioni socio-politiche che hanno investito l’Egitto e dello sconsiglio disposto dalla Farnesina e tuttora presente – fa notare il Presidente – gli operatori, così come accaduto nel caso della Tunisia, hanno sospeso del tutto le partenze verso la destinazione e, solo nel corso di quest’ultima settimana, hanno riportato in Italia circa 5.000 persone. Durante l’arco del weekend appena trascorso, i tour operator hanno completato il rientro di circa altre 3.000 persone. Pertanto – osserva Corbella – ci meravigliamo altresì delle ulteriori dichiarazioni del Ministro circa un intervento del Governo che avrebbe garantito il rimpatrio di migliaia di turisti italiani dall’Egitto. La gestione di tutte le emergenze espone gli operatori a sforzi economici estremamente elevati, assolutamente non più accettabili e sostenibili. Oltre al danno – dice il Presidente – c’è la beffa: il Fondo di Garanzia già esistente presso il Dipartimento del Turismo, che dovrebbe intervenire espressamente in tali frangenti, è alimentato esclusivamente con i soldi degli operatori. Tale Fondo è assolutamente incapiente e nessuno sa, nonostante le ripetute richieste, come venga gestito. Da tempo ci siamo fatti promotori della creazione di un fondo speciale per le emergenze, con la piena condivisione da parte di tutti gli attori della filiera e delle associazioni dei consumatori. A tale proposito, nelle varie sedi istituzionali, abbiamo proposto una serie di soluzioni che non avrebbero comportato nessun aggravio di spesa per il bilancio dello Stato e, ad oggi, siamo rimasti inascoltati e subiamo tutte le conseguenze negative della mancata tempestiva adozione di tale misura. Forse è ancora poco chiaro che non si tratta solo di tutelare gli interessi degli operatori. E’ possibile – si interroga Corbella – che nessuno comprenda che tale inerzia va a scapito del settore e dei consumatori e che, con l’adozione di misure idonee, si darebbe garanzia di protezione a coloro che acquistano qualsiasi tipologia di viaggio e si offrirebbe loro una pronta assistenza nei casi di emergenza? Siamo stanchi – conclude il numero uno di Astoi – di fare fronte a tutto, senza alcun tipo di aiuto e di ascoltare, per di più, inutili dichiarazioni”.