Tommaso VincenzettiPrima che l’Enac stabilisse con chiari dati come in  Itaslia volare low cost sia un fenomeno sempre più diffuso, tanto che l’anno scorso c’è stato il sorpasso di Ryanair su Alitalia per numero di passeggeri trasportati, ci ha pensato Amadeus a snocciolare dei numeri che fanno capire come il fenomeno sia già radicato e destinato a crescere. “Il market share europeo è al 30%, ma in Italia raggiunge il 49% – ha detto durante un  convegno tenutosi a BMT Tommaso Vincenzetti (nella foto), direttore marketing & business development di Amadeus Italia – Nell’area nota agli addetti ai lavori come Wemea e corrispondente all’Europa occidentale ed al Medio Oriente, le compagnie aeree low cost cresceranno del 44% per numero dei passeggeri trasportati entro il 2020. Il 70% dei passeggeri di quest’area si muove ormai in modalità low cost”. La propensione italiana al low cost è dimostrata anche dalla classifica degli aeroporti a livello europeo: Malpensa è al nono posto, Fiumicino al dodicesimo e Bergano al tredicesimo. “Il traffico delle low cost non investe soltanto il segmento leisure, ma anche quello del business travel – ha aggiunto Vincenzetti – Coinvolge ormai la distribuzione, inoltre, a differenza di quanto si potrebbe pensare”. Sulla piattaforma di Amadeus, infatti, sono presenti 70 vettori low cost, di cui 15 anche con i servizi ancillary e prenotabili in tre modalità: ‘All fares plus’, con la possibilità di accedere anche alle tariffe web, ‘E-ticketing’, con emissione via Bsp dei biglietti per i vettori integrati e ‘Light ticketing’, per compagnie come easyjet e Ryanair che non transitano da bsp. I biglietti non sono cancellabili ma modificabili. Una low cost sui generis, tanto che forse la definizione le sta un po’ stretta, è Vueling, presente nella piattaforma Amadeus ed illustrata dal suo regional manager Italia, Malta e Svizzera Massimo Di Perna: “Voliamo in codeshare con Iberia e British Airways, abbiamo accordi di  interline con Qatar Airways e American e facciamo ‘cross selling’ con British Airways e Hahn Air. Vantiamo una business class ed un traffico business pari al 49% dei passeggeri trasportati, tre programmi frequent flyer e facciamo voli in interconnessione, raggiungendo 130 destinazioni da Barcellona e quasi 50 da Roma, dove abbiamo fatto viaggiare 6,7 milioni di passeggeri in connessione e 250.000 via Roma Fiumicino. In più – ha proseguito Di Perna – abbiamo un call center per agenzie di viaggi non a pagamento e le facilities proprie di una compagnia aerea di linea. Insomma, se proprio ci si vuole definire low cost – ha concluso il top manager – meglio anteporre le parole ‘premium’ o ‘carrier'”.