Albergatori Rimini scrivono a Garante Privacy contro commenti 'pilotati'

57

Gli albergatori riminesi s’infuriano con Google, anche se, probabilmente, quello che li ha fatti realmente arrabbiare non sta al di là dell’Atlantico, ma sulla stessa riva dell’Adriatico, magari a pochi passi da loro. A maggio, quando quasi tutti i medio-piccoli alberghi riminesi coinvolti nella vicenda erano chiusi (ma quando molti progettano le vacanze), un utente anonimo, nascosto dietro un nickname, ha usato il servizio di rating degli alberghi di Google Maps per assegnare una recensione a cinque stelle ad uno specifico albergo, premurandosi di precisare che è un ”piccolo e pulito hotel, con ottima cucina, vicinissimo al mare, ottima ed abbondante colazione con cappuccino fatto direttamente al bar e caffè di benvenuto, rapporto qualità/prezzo eccezionale”, e stroncare con una misera stellina un’altra quarantina di strutture alberghiere ‘concorrenti’. Con l’effetto di falsare la ‘classifica’ del web. Anziché farsi prendere dalla tentazione di lasciarsi andare ad una ‘faida delle stelline’ per riequilibrare la classifica, l’Aia, l’associazione degli albergatori riminesi, ha scritto al Garante della Privacy: ”Se neanche Google risponde a queste problematiche con garanzie di controllo – ha detto la presidente dell’associazione Patrizia Rinaldis – e la legge è carente visto che non è reato assumere false identità sul web, cosa possiamo fare per difenderci da queste cose? Stiamo ponendo il problema al Garante della Privacy nel ricercare al più presto un’approvazione legislativa che preveda un controllo sull’identità ed una censura per i commenti realmente diffamatori e lesivi dell’onore e reputazione di chi ogni giorno opera in maniera seria e rispettosa all’accoglienza del turista”.