Il Gruppo Emirates ha annunciato il suo 32esimo anno consecutivo di profitti, a fronte di un calo nel fatturato principalmente dovuto alla riduzione delle operazioni durante la chiusura prevista della pista dell’Aeroporto Internazionale di Dubai nel primo trimestre, e all’impatto delle restrizioni sui voli e i viaggi connesse alla pandemia di COVID-19 nel quarto trimestre.

Pubblicato nel suo Report annuale 2019/20, il Gruppo Emirates ha registrato un utile di 1,7 miliardi di Dirham (456 milioni di dollari) per l’ultimo anno fiscale, che termina il 31 marzo 2020, in calo del 28% rispetto allo scorso anno. Il fatturato del Gruppo ha raggiunto 104 miliardi di Dirham (28,3 miliardi di dollari), con un decremento del 5% rispetto ai risultati dello scorso anno. Il saldo di cassa del Gruppo si è attestato a 25,6 miliardi di Dirham (7 miliardi di dollari), con un incremento del 15% rispetto all’anno scorso, principalmente dovuto a una forte performance aziendale fino a febbraio 2020 e alla riduzione del costo del carburante rispetto allo scorso anno.

A causa del contesto economico senza precedenti dovuto alla pandemia in atto, e al fine di proteggere la sua posizione di liquidità, il Gruppo non ha dichiarato alcun dividendo per l’attuale anno finanziario, dopo un dividendo lo scorso anno pari a 500 milioni di Dirham (136 milioni di dollari) alla Investment Corporation of Dubai.

Lo Sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum, Presidente e CEO di Emirates Airline e del Gruppo, ha dichiarato: “Per i primi 11 mesi del 2019/2020, Emirates e dnata hanno registrato risultati positivi, ed eravamo sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi aziendali prefissati.  Tuttavia, a partire da metà febbraio, lo scenario è rapidamente mutato, nel momento in cui la pandemia di COVID-19 si è diffusa in tutto il mondo, causando un brusco e straordinario calo della domanda di viaggi aerei internazionali, mentre i Paesi chiudevano i loro confini e imponevano severe restrizioni sui viaggi. Anche in assenza di una pandemia, il nostro settore è sempre stato soggetto a una moltitudine di fattori esterni. Nel 2019/20, l’ulteriore rafforzamento del dollaro statunitense rispetto alle principali valute ha intaccato i nostri profitti per un importo pari a 1 miliardo di Dirham, la domanda del trasporto aereo globale è rimasta debole per la maggior parte dell’anno e si è intensificata la concorrenza nei nostri mercati chiave”.

“Nonostante queste sfide – continua il presidente – Emirates e dnata hanno conseguito il 32esimo anno consecutivo di profitti, grazie alla robusta domanda dei nostri pluripremiati prodotti e servizi, soprattutto nel secondo e nel terzo trimestre dell’anno, insieme al prezzo medio del carburante in ribasso nel corso dell’anno. Ogni anno siamo messi alla prova rispetto alla nostra flessibilità e capacità. Nell’affrontare le sfide immediate e nello sfruttare le opportunità che si sono presentate, le nostre decisioni sono sempre state guidate dall’obiettivo a lungo termine di creare un business redditizio, sostenibile e responsabile a Dubai”.

Nel 2019/20, il Gruppo ha complessivamente investito 11,7 miliardi di Dirham (3,2 miliardi di dollari) in nuovi aeromobili e attrezzature, nell’acquisizione di società, in strutture moderne, nelle più recenti tecnologie e in iniziative per il personale, con una decrescita rispetto alla spesa di investimento record dell’anno scorso di 14,6 miliardi di Dirham (3,9 miliardi di dollari). Ha inoltre continuato a investire risorse a favore delle comunità, in iniziative ambientali e in programmi di incubazione che promuovono talento e innovazione, a sostegno della crescita futura del settore.

Tra le oltre 120 controllate, la forza lavoro totale del Gruppo è rimasta pressoché invariata, con 105.730 dipendenti, di oltre 160 diverse nazionalità.

Così Sceicco Ahmed: “Nel 2019/20 siamo stati rigorosi nella nostra disciplina dei costi, facendo investimenti finalizzati a espandere le opportunità commerciali e i nostri utili. Attraverso i continui sopralluoghi alle strutture di lavoro e l’implementazione di nuovi sistemi tecnologici, abbiamo migliorato la produttività e ritardato gli aumenti nei costi del personale. Nel momento in cui si è abbattuta la pandemia, abbiamo intrapreso tutte le misure possibili per proteggere la nostra forza lavoro qualificata, e per garantire la salute e la sicurezza del nostro personale e dei nostri clienti. Questa resterà la nostra priorità, nell’avviarci al graduale ritorno alle attività, nei prossimi mesi”.

“La pandemia di COVID-19 – ha concluso – avrà un impatto enorme sulla nostra performance relativa al 2020/21, con le operazioni passeggeri temporaneamente sospese dal 25 marzo, e le attività di dnata analogamente colpite dal crollo del traffico aereo e della domanda di viaggi a livello globale. Stiamo continuando ad adottare misure aggressive di gestione dei costi e altri provvedimenti necessari per salvaguardare le nostre attività, pianificandone la ripresa. Prevediamo che ci vorranno almeno altri 18 mesi, prima che la domanda di viaggi torni a una parvenza di normalità. Al contempo, stiamo attivamente collaborando con le autorità di regolamentazione e con le parti interessate nel definire gli standard per garantire la salute e la sicurezza di viaggiatori e operatori nel mondo post-pandemia. Emirates e dnata si preparano a riprendere le loro attività al servizio dei clienti, non appena le circostanze lo consentiranno”.