Le Olimpiadi di Tokio 2020 sono a rischio. Le notizie arrivate nelle ultime ore che dal Sol Levante ipotizzano il rinvio di due settimane o addirittura l’annullamento della manifestazione globale per eccellenza. A meno di 150 giorni dall’avvio ufficiale delle competizioni, Il premier giapponese Shinzo Abe esorta le principali associazioni sportive, culturali e associative del Paese a posticipare di almeno due settimane l’organizzazione di eventi che prevedono il raduno di grandi masse per contenere il rischio di un’ulteriore espansione del coronavirus.
A proposito della decisione da prendere, certamente epocale, il membro del Cio Dick Pound aveva già avvertito “Se necessario si può aspettare fino a due mesi prima dell’inizio dei Giochi. Oltre non si può perchè bisogna iniziare a organizzare un sacco di cose: la sicurezza, il cibo, il Villaggio Olimpico, gli hotel. Gli staff delle tv arriveranno per costruire i loro studi. Se non si ci saranno le condizioni probabilmente si andrà verso un annullamento. La nuova guerra è questa e bisogna affrontarla. La gente dovrà chiedersi: “La situazione è sufficientemente sotto controllo per partire verso Tokyo con fiducia?”“, ha affermato alla Associated Press.

Pound si è mostrato scettico su uno slittamento di data: “Quella da prendere sull’Olimpiade è una decisione enorme, non si può prendere senza avere fatti comprovati su cui basarla. Qualsiasi indirizzo stia ricevendo in questo momento il Cio, non porterà a un rinvio dei Giochi. Non si può posticipare qualcosa che ha le dimensioni di un’Olimpiade. Sono coinvolte così tante parti, così tanti Paesi, così tanti calendari sportivi e televisivi, che non si può dire semplicemente “Ok, la faremo in ottobre”. E spostare un’Olimpiade altrove è difficile, perché ci sono pochi posti al mondo che possono pensare di garantire le strutture necessarie ai Giochi in così poco tempo“ ha aggiunto.