Il 26 maggio è stata riaperta a Gerusalemme la Basilica del Santo Sepolcro, luogo simbolo della cristianità, da sempre meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

“La chiusura del Santo Sepolcro si era resa necessaria per ottemperare alle norme previste dal Ministero della Salute, per evitare gli assembramenti e gli eventuali rischi di contagio, a seguito della crisi apertasi con la diffusione del Covid 19. La riapertura del Santo Sepolcro è un segnale importante della normalizzazione della gestione dei luoghi di interesse storico e, naturalmente, di tutti quei siti di fondamentale importanza per un ritorno, anche se lentamente, ad una situazione di movimento e di aggregazione, in sicurezza, nel rispetto del normative previste”, ha dichiarato Avital Kozter Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo.

“Per motivi di sicurezza e al fine di evitare il rischio di una nuova diffusione dell’infezione COVID-19, all’inizio il numero sarà limitato a 50 persone e la Basilica sarà accessibile solo a coloro che non hanno febbre o sintomi di infezione e indossano adeguati dispositivi di protezione per il viso. Sarà inoltre necessario mantenere – scrivono i capi delle tre comunità custodi della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme – una distanza minima di 2 metri tra ogni persona ed evitare qualsiasi atto di devozione che possa includere un contatto fisico come toccare e baciare le pietre, le icone, i paramenti e il personale della Basilica; oltre a rispettare sempre le istruzioni fornite”.