Il coronavirus ha effetti molto più blandi delle nostre abituali influenze di stagione, lo dicono i medici. E ha un tasso di mortalità molto inferiore. Ma ora la psicosi indotta da questo virus sta causando danni severi all’industria del turismo, non solo agli specialisti delle gite scolastiche bloccate dal Miur. La situazione è seria per tutti, per le cancellazioni e per il silenzio dei telefoni in piena campagna early booking. Geo affronta la crisi da oggi coinvolgendo tutti gli attori in un’azione integrata in difesa della filiera, a cominciare dalle agenzie. «È questo il nostro lavoro – dice l’ad Luca Caraffini – il network è al servizio delle sue agenzie. La situazione è terribilmente confusa e complessa, le singole imprese da sole rischiano di non farcela. Abbiamo bisogno di una linea di condotta condivisa, tra noi e con tutti i nostri partner, a cominciare da Astoi, sappiamo che sono già prontissimi a collaborare”.

È così seria la situazione?
“Non sono tanto le migliaia di cancellazioni, peraltro difficili da affrontare in termini giuridici. Il problema sono le prenotazioni perse in tre settimane, che significano milioni di euro di business svanito nel nulla.

Come fu per l’11 settembre?
“Allora si fermò tutto, ma ora è peggio. Perché il problema lo abbiamo in casa, non è una cosa remota, e ha scatenato una psicosi che i dati sul virus non giustificano e i media aggravano di minuto in minuto. Da tre settimane i dati di vendita precipitano, non vogliamo aspettare la quarta. Non possiamo stare ad aspettare con le mani in mano. E dobbiamo arrivare a una linea di condotta comune e coerente”.

Cosa intendete fare?
«Insieme a Dante Colitta, il nostro direttore generale, stamattina apriamo un tavolo di crisi, per la prima volta all’interno di Geo, in cui coinvolgiamo tutti i reparti. E tutti i nostri partner: Astoi, gli assicuratori, i fornitori in generale. Serve un programma intenso di attività, ci auguriamo che la filiera intera si impegni con noi.

Qual è il problema più difficile?
“Al momento il problema legale, molto complesso. La nostra avvocata Camilla Monese è una dei pochissimi legali preparati in materia turistica. Da oggi è a disposizione delle agenzie in chat, a breve in webinar, per dare una mano caso per caso. A cominciare dalla questione delle gite scolastiche. Il problema immediato sono le penali, che le scuole sono legittimate a non pagare.

Pensate a iniziative commerciali?
“Si, cercheremo una soluzione con Astoi, anzitutto sulle modalità di cancellazione. Dobbiamo capire con loro, con chiarezza, chi abbia diritto a cancellare, se, come e quando. Il che è importantissimo anche per le future prenotazioni…e stavolta non sono i due punti in più i commissione che possono risolvere. Semmai serve una politica sulle cancellazioni che tradotta dichiara a tutti i clienti: “Puoi prenotare tranquillo”.

Come intendete agire nella comunicazione?
“Se ne occupa il nostro ufficio marketing. Stiamo studiando messaggi, anche dirompenti e provocatori, ma di sicuro non possiamo stare a guardare. Noi usciamo allo scoperto, perché la situazione va affrontata. A livello commerciale, assicurativo, legale e di direzione commerciale.

E in concreto con le vostre agenzie?
«Stiamo preparando una serie di suggerimenti pratici, un decalogo di cose da fare. Ad esempio banalmente suggerire al personale di prendere ferie, arretrate e non. Per alleggerire i costi a tutti i livelli. Insieme al nostro ufficio legale e ad Astoi stiamo cercando una linea di comportamento e consigli pratici trasparenti.

Con le istituzioni?
Non è Geo che può parlare con il Governo, ma lo sta facendo Astoi, giustamente. Sicuramente abbiamo bisogno di supporto sindacale, ma anche politico. Non è possibile che un decreto del Miur possa mettere in ginocchio tante imprese, e lasciarle totalmente abbandonate. Come minimo servirà uno sgravio fiscale”. Marina Firrao