Noi saremo sicuramente a Napoli in BMT, come previsto. Non interrompiamo nessuna delle attività nel nostro programma. Siamo al lavoro come sempre, perché l’Italia deve dare all’industria e a tutto il mondo un messaggio di normalità e di continuità. Un messaggio che deve arrivare anche a chi ha diffuso la paura, e in pochi giorni ci ha isolati dal mondo generando una situazione quasi ingestibile. Dobbiamo uscirne immediatamente”.
Franco Gattinoni, presidente di Gruppo Gattinoni, affronta con la consueta energia questa emergenza senza precedenti.

Come vi state muovendo?
«Stiamo facendo tutto il possibile, subito con Fto e le altre associazioni di settore abbiamo chiesto al governo agevolazioni per le PMI e anche per le agenzie più piccole, che non avrebbero accesso agli ammortizzatori sociali. Stiamo cercando di trasmettere tranquillità a tutti i nostri partner, spiegando che l’emergenza finirà rapidamente. Forse sarebbe bastato fare come tutti gli altri Paesi europei, che semplicemente non hanno fatto nulla. Mentre noi l’emergenza l’abbiamo creata da soli, accendendo un falò che adesso è difficile spegnere.

I danni sono molto seri?
“La riduzione dell’attività è importante, noi abbiamo dovuto cancellare dieci eventi in Italia di qui al 10 marzo. È grave che più di tutto siano state colpite Milano e la Lombardia, che sono trainanti per l’economia nazionale e stavano andando fortissimo. Ma il danno sarebbe ancora gestibile, purché si torni immediatamente alla normalità. I tempi sono fondamentali.

Com’è andata a Mauritius?
“Si, ero sul volo da cui non sono potuti scendere i lombardi. Ma non si possono addossare più di tante colpe ai mauriziani, perché il problema lo abbiamo creato tutto da soli, con misure che hanno trasformato gli italiani in un pericolo, in tutto il mondo. A Mauritius è stato importante il comportamento autorevole e di grande buon senso del comandante del volo Alitalia, che si è subito consultato con la Farnesina, è riuscito a mediare e sciogliere la tensione.

Cosa serve ora, oltre agli aiuti?
Che la politica si concentri sulle cose essenziali, che ritrovi il rispetto delle imprese e delle persone che hanno il diritto di fare il proprio lavoro, come tutti vogliono e come vuole la Costituzione. Che finisca questa gara di visibilità a qualsiasi costo che investe tutto, chissà, forse in cerca di follower sui social…Io faccio l’imprenditore e ora spero sinceramente che, come ha suggerito una volta un critico autorevole, la politica non faccia più nulla. Che si abbattano le barriere che noi stessi abbiamo creato”.
Marina Firrao