“È necessario ragionare su incentivi alla riapertura delle strutture ricettive immaginando una temporanea sospensione degli oneri contributivi dei dipendenti per le attività che ripartono”.

Lo ha dichiarato il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, in audizione alla Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.

“Non è un annuncio di un provvedimento realizzato – ha proseguito il Ministro – ma un’ipotesi di lavoro sulla quale stiamo ragionando perché oggi molte strutture ricettive, a fronte di una forte carenza di domanda, preferiscono restare chiuse. Penso che per incentivare le riaperture si potrebbe lavorare a una misura che consenta a chi fa uscire i propri dipendenti dalla cassa integrazione di non pagare per un tempo limitato i contributi”.

“In questo modo – ha sottolineato Franceschini – lo Stato risparmia, perché ha meno persone in cassa integrazione, e allo stesso tempo sostiene la riapertura facendosi carico della contribuzione per un arco limitato di tempo”.

“Per favorire la moltiplicazione degli attrattori del turismo internazionale, bisogna ragionare riguardo a investimenti che colmino le carenze delle infrastrutture digitali. In molte aree del Paese, soprattutto in quelle al di fuori dei grandi flussi turistici, la connessione internet è del tutto insufficiente. I mesi del lockdown confermano l’urgenza di un intervento per potenziare la capacità di connessione su tutto il territorio nazionale, soprattutto al di fuori delle grandi città”, ha detto ancora il Ministro annunciando la volontà di rifinanziare e rafforzare il tax credit per la digitalizzazione delle strutture ricettive.