“Lavoriamo insieme sotto la guida Unesco per trasformare questa crisi drammatica in uno strumento per un nuovo rinascimento globale attraverso la cultura, la ricerca e l’educazione”.

Questo l’appello lanciato dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, nell’ambito della riunione virtuale dei Ministri della Cultura Unesco convocata dalla organizzazione internazionale per discutere l’impatto della pandemia sul mondo della cultura. L’incontro ha permesso di condividere le misure messe in atto nei diversi Paesi per sostenere i lavoratori dell’industrie creative e le istituzioni culturali in questa difficile circostanza. È stata inoltre l’occasione per incoraggiare lo scambio di esperienze tra i paesi colpiti per primi e quelli in cui la crisi è ancora in fase di sviluppo per orientare le misure di prevenzione e anticipare o mitigare l’impatto delle misure di contenimento della pandemia. Sono state infine discusse le possibili raccomandazioni per alleviare l’impatto della crisi sanitaria sul settore culturale a breve, medio e lungo periodo.

“La situazione complessiva – ha sottolineato il Ministro nel corso del suo intervento – richiede ora sforzi massicci da parte di tutti gli attori coinvolti. Le iniziative da intraprendere devono oltrepassare i confine dei singoli paesi e devono essere guidate dalla solidarietà e dal mutuo soccorso. Ancora una volta, persino in questa crisi, constatiamo come siano interdipendenti le nostre società. È pertanto necessaria una risposta globale, coordinata e sostenuta per affrontare una sfida globale”.

“Dobbiamo aiutrare il settore culturale – ha detto poi il Ministro – sia attraverso misure di sostegno sociale ed economico, sia fornendogli strumenti innovativi connessi alle nuove tecnologie. E dobbiamo accrescere la straordinaria capacità di innovazione dei nostri cittadini, la loro volontà di prevalere sulla pandemia e di lavorare insieme per il bene commune”.

“È nostro dovere – ha concluso Franceschini – cogliere le opportunità e identificare le soluzioni che possono far superare la crisi e sostenere il recupero. Lo dobbiamo alle nostre comunità, che in questi mesi difficili hanno trovato nella cultura un porto sicuro”.