In questa fase di emergenza, l’intera economia italiana è in forte crisi.

“Alcuni economisti credono che le vacanze degli italiani in Italia possano sopperire almeno in parte a questa situazione – afferma Ivana Jelinic, presidente di Fiavet – questo purtroppo non è sempre realizzabile per svariate ragioni, se per un’agenzia di viaggi è possibile (anche se meno fruttuoso) vendere il mare Italia, piuttosto che un itinerario di lungo raggio, per un grande operatore turistico che pesa nelle vendite di settore per oltre il 60% secondo le stime Enit, rimodulare interamente la propria offerta non è altrettanto facile né tempestivo, senza contare che potrebbe schiacciare in concorrenza le miriadi di PMI che hanno il loro core business nel prodotto Italia”.

“Non capisco inoltre – aggiunge la presidente – questo vizio della politica che invece che operare nelle aule preposte rilascia interviste domenicali che aggiungono danno al danno, come la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen che consiglia di aspettare a prenotare le vacanze estive, rompendo uova nel paniere altrui invece che uova di Pasqua”.

Secondo Fiavet non sarà possibile pianificare se non ci saranno adeguate regole e ognuno proferirà pareri adeguati solo a generare terremoti in Borsa.

“Posto che molti avranno usufruito delle ferie in questo periodo di quarantena, e che molti non avranno il denaro per una vacanza – afferma Jelinic – la restante parte pagherà molto caro un biglietto aereo, e molte strutture avranno costi di gestione superiori e un’occupazione ridotta. L’unica possibilità che ci resta è la creazione di una cabina di regia, un gruppo circoscritto di lavoro pubblico-privato costituito da MIBACT e associazioni di categoria, che lavori sui protocolli necessari per ripartire, iniziando da quelli sulla sicurezza”.

“Certamente – conclude la presidente di Fiavet – il viaggio che era una delle spese più accessibili e edificanti del nostro tempo libero, portatore di apertura mentale, conoscenza, pace, potrebbe diventare un privilegio per pochi, un lusso di un’élite, e a Fiavet questo non piace, per questo dobbiamo iniziare subito a reagire, o l’intero comparto turistico ne uscirà con ferite non più sanabili, mentre il Paese avrà serie ripercussioni sociali; quindi  vanno bene i buoni vacanza, ma occorre molto, molto di più per evitare l’ecatombe”.