“Non possiamo perdere ulteriore tempo, il settore del turismo di cui fanno parte anche le terme, ha bisogno di proposte chiare per poter ripartire il prima possibile altrimenti sarà una vera ecatombe”.

Così Federterme in una nota

“Il rilancio del comparto passa anche e soprattutto attraverso la riqualificazione degli immobili e delle aziende alberghiere, termali e della ristorazione con la riproposizione del credito d’imposta sugli investimenti ex. Art. 8 legge 388/2000, su tutto il territorio nazionale”, continua l’Associazione

“È necessario – spiega il presidente Massimo Caputi – investire nel rilancio e questo incentivo può favorire lo sviluppo economico e agevolare la ripresa delle attività. Il disastro verso il quale si sta andando potrebbe essere trasformato in un’opportunità integrando il modello finora perseguito in modo che si possa valorizzare un patrimonio unico al mondo di cui l’Italia dispone”.

Federterme ha inviato, nei giorni scorsi, anche una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e ai ministri competenti per richiamare l’attenzione del Governo sulla necessità di misure immediate a sostegno del termalismo.

“Non abbiamo chiesto interventi di natura assistenziale – continua Caputi – ma di investire nel rilancio, riconoscendo alle Imprese del settore nuovi ambiti di applicazione di una prestazione di consolidata e riconosciuta efficacia come la riabilitazione termale, destinando ad essa risorse che resteranno in gran partire inutilizzate, per recuperare i livelli occupazionali e sviluppare un Turismo termale di nuova generazione”.

“Il Turismo, con tutto il suo mondo stellare di cui fanno parte anche le terme, è una delle “punte” più importanti, uno dei pilastri dell’economia del Paese. Le risorse disponibili in questa fase devono essere indirizzate in modo da consentire di tenere le imprese aperte e i lavoratori in campo, in regime di assoluta sicurezza, dando contributi sulle retribuzioni alle aziende turistiche”, conclude il presidente di Federterme.