Federbalneari Italia chiede di mettere in campo tutte le misure necessarie per salvare la categoria.

“I pertinenziali, ossia i concessionari che gestiscono beni in muratura realizzati sul demanio e incamerati dallo Stato svolgendo l’attività tutto l’anno, come ristorazione, intrattenimento e spettacolo non attinenti all’attività balneare, pur svolgendo una funzione importantissima nel sistema turistico italiano sono già da anni in gravissima difficoltà a causa di un aumento esponenziale del canone annuale (ricompreso tra i 30.000 e i 200.000 euro) a cui si aggiungono tutti gli altri costi legati alla gestione dei beni in muratura (manutenzione ordinaria, straordinaria, Imu, Tares ecc…)”, spiega Federbalneari.

Una situazione questa che, con i drammatici effetti legati alla diffusione del COVID -19, potrebbe decretare la morte di 300 imprese e, conseguentemente, la perdita di 2.500 posti di lavoro a tempo indeterminato.

Questa la posizione  di Federbalneari Italia sul riequilibrio dei canoni concessori: abrogare subito l’OMI che ha generato caos e danni economici all’erario, con i numerosi ricorsi interpretativi sulle destinazioni d’uso e sulle facili e difficili rimozioni.

La Federazione  sostiene, inoltre, “la necessità di rideterminare il canone partendo dal riordino del valore del canone minimo, che ancora oggi genera imbarazzo allo Stato, con l’obiettivo di garantire un maggior gettito per l’erario a fronte dei rinnovi di concessione e dell’emissione dei DPCM specifici come previsto dalla legge 14/2018. Il riordino dei canoni, infatti, è una prerogativa della legge stessa che orienta il legislatore sulla rideterminazione del canone concessorio in forma tabellare, come da sempre sostenuto in modo coerente da Federbalneari”.

“Ci uniamo alle richieste del Comitato che chiede l’abrogazione, anche in via provvisoria, della determina del calcolo del canone con i valori OMI, con contestuale equiparazione delle pertinenze alle aree occupate da impianti di difficile rimozione – spiega Marco Maurelli, direttore Federbalneari Italia –  e che siano adottati tutti quei provvedimenti ritenuti utili per salvare la categoria dei pertinenziali italiani attraverso una equa determinazione dei relativi canoni, riequilibrando la delicata materia e distribuendo su tutte le imprese balneari d’Italia il carico dei canoni”.

“Quando questa emergenza sarà finita e questo nemico invisibile sconfitto ci sarà bisogno di tutte le forze imprenditoriali per far ripartire il turismo e rilanciare l’economia del nostro paese: non possiamo permetterci di lasciare indietro o perdere qualcuno. Bisogna agire subito”, conclude Maurelli.