“Noi dobbiamo far arrivare i turisti a distanza equa da Venezia, che è il motivo per cui i turisti scelgono l’Adriatico”. Parola di Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo intervenuto stamattina alla presentazione del libro ‘L’industria dei Parchi Divertimento: un patrimonio di valore per il territorio’ nel palazzo del ministero da lui guidato.

“A Venezia più spostiamo le navi lontano, più c’è il rischio che l’attrattività venga meno”, ha continuato Centinaio, che si è soffermato pure su Palermo e la Sicilia: “Se il capoluogo e la Regione facessero partire un piano di ammodernamento dei porti assieme al ministero delle Infrastrutture, potrebbero diventare l’hub del Mediterraneo, oggi rappresentato dalle Baleari. Faccio un appello al Presidente della Regione Sicilia affinché si lavori tutti insieme: i crocieristi non sono una seccatura, i turisti rappresentano reddito. Io sono a disposizione”.

Parchi divertimento per diversificare l’offerta

Centinaio ha insistito sulla diversificazione dell’offerta rappresentata dai parchi divertimento in Italia, che fanno registrare un indotto stimato di 800 milioni di euro e dal giro d’affari di 376 milioni di euro nel 2017, in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente, a fronte di 18,4 milioni di ingressi venduti, con un tasso di incremento che sfiora il 10%, 20.000 posti di lavoro stabili che arrivano a 60.000 con le assunzioni stagionali e l’indotto: “Le condizioni meteo hanno tagliato fuori il mese di maggio, per cui c’è un ritardo sulle prenotazioni estive rispetto agli anni scorsi – ha detto il Ministro – Sono inoltre ripartire destinazioni come Tunisia, Turchia e Mar Rosso, quindi l’Italia e la Spagna stanno subendo di più la concorrenza di questi mercati. Ci potrebbe essere un calo sul turismo mare e su quello degli italiani che sceglievano l’Italia e quest’anno potrebbero optare per mete alternative. Il nostro obiettivo è quello di lavorare sui quei turisti che non hanno ancora scelto il nostro paese, invitando gli italiani a stare in Italia e gli stranieri a venire da noi, e poi sul turismo alternativo quale è, per esempio, quello dei parchi. Non possiamo pensare che il turismo in Italia sia solamente luglio ed agosto al mare – ha ribadito Centinaio – è vero che abbiamo 8.000 chilometri di costa e che alcuni ci considerano la California dell’Europa, ma da Bolzano a Lampedusa noi abbiamo anche aree rurali, montagna, parchi divertimento, città d’arte, il turismo legato allo sport: sette milioni all’anno scelgono l’Italia per venire a girarla in bicicletta, per esempio. Essere considerati una superpotenza del turismo ci permette di tamponare eventuali situazioni quando altre ne vanno in difficoltà”.

Ciclovie e cammini, la Via Francigena

Centinaio ha parlato anche di altre forme di turismo: “Sulle ciclovie bisogna lavorare con le Regioni. Io sto lavorando sul turismo lento e sui cammini per far partire all’interno del Ministero un tavolo di lavoro con esperti che ci diano una visione. L’obiezione che ci fanno è che i cammini, in grande quantità, sono poco strutturati, e quindi mi piacerebbe far sedere tutti a un tavolo, ministero delle Infrastrutture incluso, per un piano condiviso generale dove ci mettiamo tutto dentro, anche il turismo legato all’agrifood e all’agriturismo in un unico grosso progetto”. Il Ministro, insomma, ha spiegato di voler evitare la frammentazione in tanti “microprogettini”. I fondi europei ci sono e Centinaio ha anche una proposta per Via Francigena Patrimonio dell’Unesco: “Mi piacerebbe coinvolgere un comitato, associazioni di camminatori mi hanno contattato per intervenire laddove gli enti locali non riescono ad arrivare: ci vuole un tavolo politico ma anche tecnico”, ha concluso.