Sostenere la domanda con politiche fiscali che consentano di detrarre dalle imposte sul reddito le spese sostenute dai consumatori per l’acquisto di pacchetti o servizi turistici. E’ la richiesta che AIDIT – l’Associazione italiana distribuzione turistica, aderente a Federturismo Confindustria rivolge al Governo nel momento in cui va a delinearsi uno scenario caratterizzato da un reddito disponibile delle famiglie in progressiva riduzione e da prezzi dei servizi turistici in forte aumento, con il crescente rischio che la ripresa del settore dei viaggi organizzati possa arrestarsi o addirittura arretrare.

Il bisogno di viaggiare, di conoscere e di ritagliarsi spazi per il benessere e la crescita personale, dopo le restrizioni legate alla Pandemia, ha permesso il forte recupero dei flussi turistici a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi e che ha fornito una spinta decisa e determinante alla crescita del PIL nazionale.

Le disponibilità economiche delle famiglie italiane si stanno però esaurendo velocemente, è necessario porre le basi affinché la ripresa che abbiamo conosciuto nei mesi scorsi non sia un semplice “effetto rimbalzo”, dopo il blocco legato alla Pandemia, ma una crescita strutturale capace di continuare a trainare l’economia del Paese. La dimensione del settore in termini di occupazione, gettito, professionalità e valore aggiunto lo richiede.

Sono numerose le iniziative che sono state avviate, anche grazie ai fondi del PNRR, per sostenere e riqualificare l’offerta turistica.

Analoga attenzione deve tuttavia essere rivolta anche al sostegno della domanda.

Le famiglie stanno attingendo ai loro risparmi per fronteggiare il forte e generalizzato aumento dei prezzi e dei tassi di interesse sui mutui. In base a una recente ricerca della FABI, nel solo periodo da dicembre 2022 a marzo 2023 la riduzione dei risparmi degli italiani ammonterebbe addirittura a 50 miliardi di euro.

Non sono positivi, inoltre, i dati che provengono dall’ISTAT nell’ultima rilevazione sulla produzione industriale che vede una riduzione rispetto all’anno precedente del 7,2 %, con il forte rischio di un prossimo impatto negativo sulla crescita economica del Paese.

Le stesse imprese del turismo organizzato, dopo i dati positivi dei primi mesi del 2023, a fronte di un aumento notevole dei costi per i trasporti e per i pernottamenti che si sono inevitabilmente scaricati sui prezzi finali dei pacchetti turistici, registrano un forte calo delle prenotazioni per i prossimi mesi.

“La diminuzione del potere di acquisto delle famiglie è un fatto preoccupante, il concomitante aumento dei prezzi dei servizi turistici rappresenta un’ulteriore aggravante e un concreto rischio per le attività delle imprese turistiche, per la ripresa del settore e per l’economia italiana in generale. AIDIT ritiene fondamentale un intervento del Governo a sostegno del turismo e delle stesse famiglie attraverso una politica fiscale che faccia da incentivo all’acquisto mettendo a disposizione del consumatore lo strumento della detrazione fiscale per le spese sostenute per l’acquisto di pacchetti o servizi turistici presso agenzie viaggio e tour operator in regola con tutti i requisiti normativi, così come già avviene per le polizze sanitarie” commenta il Presidente di AIDIT Federturismo Confindustria, Domenico Pellegrino.