AdvUnite ha chiamato a raccolta tutte le associazioni di categoria: gli agenti di viaggio si sono così riuniti a Roma in una tavola rotonda dai toni, fin da subito, accesi.

Chiare le criticità del comparto da affrontare e superare: abusivismo dilagante, rapporti commerciali da ridiscutere, capacità di lobbying e di dialogo tra le varie associazioni. Altrettanto chiara la difficoltà di trovare un accordo tra le varie anime associative che rappresentano un settore in crisi, come dimostra il calo da 13.500 a 8.000 agenzie di viaggi, dal 2008 a oggi.

“Sull’abusivismo nessuno ha mai fatto nulla. È necessario far rispettare la legge. E per farlo dobbiamo avere il coraggio di metterci insieme, tutte le sigle associative, e fare le denunce. L’intento di questa tavola rotonda è un documento comune per una battaglia comune, per essere tutti coesi nella risoluzione delle varie problematiche”, le parole di Cesare Foà, presidente di AdvUnite.

“La spesa media del turista in agenzia dice che non è possibile sostenere più 5.500 punti vendita. Quindi è possibile che nei prossimi anni moriranno altre agenzie. L’abusivismo è un fattore importante che le associazioni non possono fermare: possiamo segnalare ma devono entrare in campo forze dell’ordine e istituzioni. Noi Associazioni non riusciamo ad avere relazioni e a fare lobbying. L’obiettivo è rimettere le agenzie in primo piano. Manca poi anche una base formativa per l’agente che lo faccia passare da essere venditore di viaggi a piccola impresa”, commenta Fulvio Avataneo, presidente di AIAV, pessimista su un accordo tra le varie associazioni.

“Sul fronte abusivismo non è vero che non è mai stato fatto nulla. Il problema è la legislazione. Anche noi di Fiavet stiamo cercando di mettere tutti gli agenti, iscritti e non iscritti, attorno ad un tavolo per combattere questo fenomeno. Serve una proposta legislativa: dobbiamo dire noi al politico cosa serve davvero all’agente di viaggio”, la replica di Cesare Altobelli di Fiavet Lazio.

“L’agenzia non è tutelata – spiega Aldo Bevilacqua, segretario generale di Aidit – I provvedimenti legislativi sono infatti tutti diretti al consumatore (norme privacy, direttiva pacchetti turistici, fondo di garanzia…). In un contesto di margini bassi, avere la sede in un Paese diverso dall’Italia fa la differenza”.

“Il fenomeno delle Olta ha prodotto effetti gravi sul settore – continua Bevilacqua puntando il dito sulla questione fiscale – La competizione è basata su regole diverse. Altri Paesi sono inetervenuti per mantenere la capacità industriale del settore, mente l’Italia si è mossa in maniera disarticolata e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il vantaggio delle agenzie di viaggio su cui puntare è il valore aggiunto, come ad esempio la consulenza e la garanzia di sostegno. Dobbiamo coniugare il modello di business dell’on line con la capacità di stare sul mercato costruendo davvero viaggi su misura per il cliente”.

“Le associazioni – conclude il referente di Aidit – hanno un ruolo importante per i rapporti con le istituzioni. Dalle audizioni sul ddl turismo si sono visti punti di contatto, come ad esempio la lotta all’abusivismo. Altro punto è l’armonizzazione normativa: con il titolo V ogni regione è diventato un mondo a sé. Le Associazioni devono premere per un momento di sintesi Stato-Regioni per non lasciare settore così importante e delicato in balia dell’ultimo arrivato”.

Un primo confronto dunque tra parte delle Associazioni degli agenti di viaggio. Una discussione che ha acceso un faro sulle difficoltà del settore e sulle tematiche su cui intervenire con urgenza. Più in salita, a detta di tutti, appare la strada verso una linea comune per una proposta unitaria al Governo.

“Dobbiamo dimostrare unità di settore – conclude il presidente di AdvUnite Foà – Il primo obiettivo è fissare un appuntamento a breve con tutte le associazioni di categoria (Fiavet, Aidit, Assoviaggi, AdvUnite, Aiav…)”.