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Home Enti del Turismo Soppressione dell’Enit, scatta l’allarme delle imprese

EnitÈ allarme tra le imprese per la soppressione dell’Enit paventata dalla manovra di tagli alla spesa pubblica. Lo documenta un articolo odierno de ‘Il Sole 24 Ore’, che riporta le reazioni delle associazioni del settore che fanno capo a Confindustria e Confcommercio, rispettivamente Federturismo e Federalberghi. “La soppressione di enti e agenzie pubbliche tra cui Enit e Ice, previsti nel piano Cottarelli – dice Renzo Iorio, presidente di Federturismo – rischia di compromettere il necessario ruolo di promozione dell’immagine dell’Italia e dell’offerta turistica sull’estero. Il punto vero – continua – è la razionalizzazione della spesa effettiva tenendo conto di quanto realizzato dagli enti locali. È limitante concentrare l’attenzione solo sugli enti centrali – aggiunge -. È invece inderogabile puntare l’attenzione anche sulle Regioni che pesano sulla spesa pubblica in misura ben più consistente”. Il nodo, come detto, è la qualità della spesa delle amministrazioni regionali: «Circa un miliardo l’anno per esempio solo in attività promozionali e missioni senza coordinamento e senza tangibili risultati per il turismo del nostro Paese» conclude Iorio. “La soppressione dell’Enit sarebbe in contraddizione con la riforma del Titolo V della Costituzione – sottolinea Bernabò Bocca, parlamentare Fi e presidente di Federalberghi – Nel momento in cui possiamo portare al centro competenze decentrate ci dovremmo privare di un soggetto di coordinamento. Invece è proprio il momento di rilanciare perché finora ci hanno salvato gli stranieri. Dovremmo investire sui mercati esteri, così come il Governo dovrebbe sciogliere il nodo della delega per il turismo nell’ambito del ministero Beni culturali. Il decreto Bray andrebbe ripreso, semmai rivisto, ma non lasciato cadere”. Ll’Enit ha recentemente annunciato il rilancio di una campagna di comunicazione sui mercati esteri e può contare su 24,5 milioni di euro di dotazione appena sufficienti a far funzionare la struttura (Francia e Spagna hanno invece budget che superano diverse decine di milioni l’anno).

 

 

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