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Home Economia Manovra Salva-Italia di Monti: soppresso anche l'Enit!

La manovra economica approvata dal Consiglio dei Ministri di domenica pomeriggio prevede la soppressione dell’agenzia nazionale del turismo – Enit. Le sue funzioni e il personale saranno trasferite “senza che sia esperita alcuna procedura di liquidazione, anche giudiziale”, al ministero dello Sviluppo economico.

Le risorse già destinate all’Enit per il finanziamento dell’attività di promozione e di sviluppo del turismo sono trasferite in un apposito fondo da ripartire per la promozione e lo sviluppo del turismo da istituire nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. La dotazione del fondo è di 18.641.742 di euro per il 2012, di 18.970.742 di euro per il 2013 e di 19.303.742 di euro a decorrere dal 2014. Il personale attualmente in servizio uffici dell’Enit all’estero “opererà – recita il testo del provvedimento del Governo – fino alla scadenza dell’incarico nelle Rappresentanze diplomatiche e consolari, all’interno di Sezioni per la promozione degli scambi appositamente istituite nell’ambito delle risorse trasferite al Ministero degli affari esteri”. Il personale locale, anche a tempo indeterminato, è attribuito al Ministero degli affari esteri. I dipendenti “a tempo indeterminato del soppresso Enit sono inquadrati nei ruoli del Ministero dello sviluppo economico sulla base di apposite tabelle di corrispondenza approvate con uno o più decreti del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, assicurando l’invarianza della spesa complessiva”.

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2 Risposte a questo post
  1. E il personale a tempo determinato che fine farà? Capisco che bisogna salvare l’italia, ma anch’io sono Italia, anche il mio bambino è Italia. Monti, come Tremonti, sopprime: sopprime posti di lavoro, per questo tutto il governo dovrebbe piangere!

  2. In Italia non hanno mai capito che il turismo rappresenta un’importante attività economica e che la spesa per la promozione del turismo non è a fondo perduto ma un importante investimento, soprattutto in questo periodo storico “globalizzato” dove qualsiasi destinazione turistica può essere raggiunta facilmente.

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