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Home Tour Operator KiboTours alla scoperta dell’Indocina on the road

giornaledelturismo_kibotours_indocinaPiccoli villaggi sconosciuti, strade secondarie e il fascino di un percorso che consente di avvicinarsi alla vita autentica di Paesi incredibili: è la Route Indochina di KiboTours.

Un viaggio on the road, durante il quale si attraversano le frontiere di Vietnam, Cambogia e Thailandia, che si snoda tra paesaggi naturali silenziosi e città frenetiche, il cui fil rouge è disegnato dal fiume Mekong.

Il tracciato è di circa mille miglia, che si percorrono in 15 giorni, ed è del tutto originale rispetto agli itinerari classici. Si inizia da Saigon (Ho Chi Minh), la capitale del Vietnam, dove si trascorrono i primi tre giorni tra i vivaci mercati e gli ambienti mistici come il Thien Hau, il più prezioso tempio della comunità Cantonese dedicato alla Dama Celeste. C’è tempo anche per una visita di Cu Chi, la famosa cittadella sotterranea dei Vietcong; per una sosta tra le ricche risaie in una azienda familiare di “piadine” di farina di riso e nelle preziose piantagioni di alberi della gomma; per una visita di Saigon “coloniale”.

Iniziando la risalita del Mekong si parte dal delta, nella regione di Cai Be, ricca di commerci e produzioni agricole, per passare a Chau Doc e Phnom Pehn, in Cambogia. La popolazione vive da millenni come in simbiosi con il fiume: le sue acque sono portartici di vita e una vera strada di contatto con le regioni dell’interno. Si naviga in un paesaggio fluviale stupendo, con villaggi che si affacciano sulle due rive e mostrano differenze, e punti di contatto, tra i due Paesi.

A Phnom Pehn si visita la città con le sue preziose meraviglie come il Palazzo Reale e la Pagoda d’Argento, per poi addentrarsi tra villaggi cambogiani come Skhun (la cui specialità gastronomica è… ragni giganti!), il complesso archeologico Sambor Preikuk, il tempio di Wat Nokor: questa era un tempo detta la Via Reale. Si attraversano risaie, villaggi, quadri delle campagne cambogiane, il cuore di un viaggio che si avvicina alla vita vera.

Lasciato volutamente allo stato selvaggio è il romantico tempio di Ta Phrom: scoperto dagli archeologi francesi intorno al 1860, è parzialmente coperto dalla vegetazione, con le radici degli alberi che avvolgono le sculture ed i blocchi di pietra delle gallerie, riportando ad atmosfere da film. Suggestiva e unica anche la chiesa (e scuola) galleggiante situata sul lago Tonle Sap, che fa parte del villaggio di Chong Kneas, come il villaggio fluttuante di Prek Toal: modi di vivere semplici e tradizionali che restituiscono il vero significato di “impatto zero” e armonia con la natura.

In Thailandia si entra dal parco nazionale di Thab Lan, con la sua incredibile foresta di palme, e passando per Wang Nam Khiao, la Svizzera dell’Isarn per la serenità dei suoi paesaggi. Si prosegue visitando villaggi dove si producono sete preziose e delicate ceramiche secondo la tradizione, templi come Prasat Phnom Rung e Prasat Muang Tham, e il celebre villaggio degli elefanti di Baan Ta Klang, uno dei campi addestramento più famosi della Thailandia.

Sempre viaggiando su piccole strade che consentono di avvertire la vicinanza con il paese reale si visita uno dei più bei complessi monumentali in stile Khmer, il Khao Phra Viharn, dichiarato recentemente dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Gli ultimi giorni sono dedicati a Bangkok, alle sue meraviglie e ai suoi contrasti: mercati galleggianti, templi ricchissimi e Buddha d’oro sono la scenografia di momenti di vita thailandese tra fiori e spettacoli.

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