Un uomo, una storia (di ordinaria follia) – di Angelo De Negri
mar 10th, 2010| Categorie: Commenti, Primo piano, Ultim'oraIl mondo è bello perché è vario, chi lo vede in un modo, chi in maniera del tutto opposta. E chi vede solo a metà. Alla categoria delle mezze verità, condite da qualche pennellata di disinformazione, appartiene la lettera apparsa ieri su Master Viaggi, a firma del direttore Ivano Camponeschi.
Il buon direttore, di mattina presto, si è imbarcato sull’Alta Velocità da Roma alla volta di Napoli, per onorare un appuntamento da lui a me richiesto. Non conosco l’effettivo motivo dell’incontro ma suppongo, essendo prossima la Borsa Mediterranea del Turismo, si trattasse di una delle tradizionali interviste che i giornali, del trade e non, vengono a chiedermi. E che concediamo con favore. Niente di strano, se non il fatto che Camponeschi abbia deciso di muoversi di persona, per qualcosa che i maggiori giornali risolvono per le vie telefoniche o a mezzo mail. Fin qui, comunque, niente da dire, se non che mi risulta difficile capire come la sua testata possa contribuire, come ha scritto, al successo della BMT 2010, a poco meno di due settimane del suo svolgimento… o a risollevarla da quel “secondo piano” cui ci ha relegati nella sua invettiva, inconsapevole forse, che un’indagine di mercato ha collocato la BMT fra i tre appuntamenti italiani, irrinunciabili per il mercato turistico italiano.
Detto ciò, non trovo giusto fare da collettore di tutti i pensieri cattivi passati per la mente di Camponeschi, dal momento in cui ieri mattina ha messo piede a Napoli. La stazione centrale di piazza Garibaldi non gli è piaciuta… e mi dispiace. Ma i cantieri aperti per renderla migliore, non potevano sparire alla sua presenza. Poi non è colpa della città di Napoli, se l’Alta Velocità viaggia a ritmi ridotti.
E se i tassisti fanno… i tassisti e se ne accorge solo a Napoli, vuol dire che a Roma e nelle altre città, lui viaggia a piedi o in metrò (a proposito, ne abbiamo una bellissima, con tante linee anche a Napoli. Poteva usare quella). Per par condicio, posso dire che a Roma (dove c’è una sede delle mie aziende) sono stato scarrozzato in un vero e proprio giro turistico da uno sprovveduto tassista alle prime armi, che poi mi ha presentato il conto per intero. Avrei potuto prendermela con tutti i tassisti, con i romani, con il Papa, con la giunta Alemanno e, già che c’ero, con quella di Veltroni… ma che senso avrebbe avuto?
E veniamo al clamoroso ritardo (quindici/venti minuti) che ha costretto il direttore a fare retromarcia, riprendere (ahi lui) un taxi napoletano e fare mesto ritorno nella Capitale, con meno euro in tasca e senza intervista (presumo, in assenza di altre indicazioni).
Treni che viaggiano a scartamento ridotto, stazioni ferroviarie inospitali, tassisti ladri, imprenditori ritardatari e spero non abbia preso il caffè al bar, per non sfatare un altro mito: per Camponeschi, Napoli è questa, per cui avrà creduto che un orario in tarda mattinata era il minimo che si potesse sperare per essere sicuri di trovare l’interlocutore, in una città di noti sfaticati.
Sono costretto ad informare lui e chi dovesse pensarla alla stessa maniera, che il malvezzo della Progecta, dei suoi dipendenti e di tanti napoletani, è quello di cominciare a lavorare di buon mattino, quando tanti “lavoratori” sono ancora al primo sonno, soprattutto quando si organizza un EVENTO DI PRIMO PIANO come la BMT. E si finisce di lavorare in tarda serata, quando i “lavoratori” di cui sopra, hanno infilato le pantofole ai piedi e le gambe sotto ad una tavola imbandita.
Purtroppo per gli astanti, fra questa strana specie di persone che si alzano presto per andare a lavorare, di questi tempi ci sono anche i politici che, incuranti della forma, decidono di concedere appuntamenti previa telefonata, con un quarto d’ora di preavviso. Dico: un quarto d’ora. Lo stesso quarto d’ora che ieri mattina mi ha fatto ritardare all’incontro “vitale” con Camponeschi che invece, più ligio all’orario, ha resistito cinque minuti e non di più nel mio ufficio. A due settimane da un evento come la BMT, con mille cose da fare e tanti ingranaggi da far ruotare, se un appuntamento atteso con ansia viene fissato all’ultimo momento… ebbene, converrà il buon Camponeschi, che non c’è intervista che tenga. E se poi si è consapevoli di non eccedere nel ritardo, si può far affidamento sulla comprensione dell’interlocutore. Che di solito c’è, soprattutto se in testa alberga anche il dubbio che l’appuntamento non sia del tutto disinteressato.
Ho ritardato tante conferenze stampa in attesa di giornalisti che poi arrivavano con un ritardo non inferiore alla mezz’ora (per non parlare di quelli che arrivano per il rito del caffè o del pranzo post conferenza), che non ci ho visto nulla di male. La settimana scorsa, un suo collega di una importante testata di Milano (venuto anche per motivi commerciali), ha avuto la bontà di aspettare di più, ci siamo fatti due risate davanti a un buon caffè e la cosa è finita così.
Camponeschi non ha neanche chiesto di parlare con il nostro ufficio stampa che ha fissato l’incontro, ha lasciato i miei collaboratori che cercavano di rintracciarmi nonostante non avessi la possibilità in quel momento di rispondere alle chiamate. Ha deciso di andarsene e portare con sé i cattivi pensieri, trasferiti poi sul web. Ora si fa negare al telefono. Lo avevamo cercato perché se scuse ci vogliono, per un ritardo, ci possono stare e, anche in presenza di una flessibilità pari a zero, a Napoli vale la citazione di eduardiana memoria: Signori si nasce. Quello che non ci sta, è tutto il resto. Mortificare la città, denigrare una manifestazione… mi sembra frutto eccessivo per un’arrabbiatura e quella che poi diventa la vera storia di ordinaria follia.
Angelo De Negri
Presidente Progecta srl – Borsa Mediterranea del Turismo
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Bravo.
Signori si nasce
Cordialmente