Asshotel, nel 2009 cali dall’8 al 15% per utili albergatori

mar 4th, 2010| Categorie: Alberghi, Ultim'ora

Utili calati dall’8 al 15% nel 2009 ed albergatori poco disposti ad investire per l’ammodernamento delle strutture ricettive, anche perché, spesso, gestiscono alberghi non di loro proprietà. È la fotografia del sistema turistico italiano scattata dal presidente di Assohotel, Filippo Donati, che sottolinea come la crisi del settore sia “non solo congiunturale, ma anche strutturale. Dal punto di vista delle infrastrutture – precisa Donati – il sistema Italia è inerziale perché quello che continua a funzionare è anche quello che ha sempre funzionato”. Ancora pochi, secondo Donati, gli alberghi di proprietà. “I dati in nostro possesso sono fortemente frammentati e cambiano da regione a regione, ma è curioso – rileva Donati – che proprio nei luoghi ad alta intensità turistica, come a Rimini o a Milano Marittima, ci sia anche la maggiore concentrazione di alberghi gestiti in affitto”. Questione centrale, secondo Donati, nel rilancio del settore, perché “solo l’acquisto degli immobili metterebbe in moto una serie di investimenti per rendere il parco alberghiero più competitivo”. Una soluzione, tuttavia, di difficile attuazione senza una “politica di sgravi fiscale, sia per chi acquista un immobile e sia per chi vende”. Cresciuti, rileva il presidente di Assohotel, anche i costi di intermediazione che “ora incidono per circa il 15%” sul totale degli utili. Rispetto ai canali tradizionali, “l’intermediaizone del web ha portato certamente ad una crescita delle forme di marketing e ad una diffusa convinzione tra gli imprenditori dell’utilità di creare nuove sinergie nel settore. Siti come Venere.com o booking.com – aggiunge Donati – costituiscono delle grandi vetrine per ampliare il mercato, ma hanno anche dei costi per i servizi molto alti che depauperano ancora di più gli utili degli albergatori”.

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