Sabelli: Alitalia sta per avviare un prodotto rivolto agli aeroporti minori
mar 4th, 2010| Categorie: Primo piano, TrasportiLa strategia di Alitalia prevede lo sviluppo, accanto al segmento di basso costo e quello tradizionale, di un terzo filone, quello degli aeroporti minori. “Un segmento che Alitalia ha lasciato alle low cost, sbagliando – dice l’amministratore delegato Rocco Sabelli a ‘Radio 24′ – è quello delle basi periferiche come Bologna, Genova, Bari, Trapani, Verona, la Sardegna e la Sicilia. Stiamo avviando – annuncia – la copertura con un prodotto ad hoc, con aerei di taglio più piccolo da 100 posti ed un costo inferiore; è importante perché l’Italia, diversamente da molti altri Paesi europei, ha una frammentazione, una diffusione dei flussi che non può essere trascurata”. Le altre due linee di sviluppo strategico differenziato riguardano, spiega Sabelli, il segmento tradizionale, “delle dorsali metropolitane, più indirizzato alla clientela business”, e quello low cost con Air One, che partirà a Malpensa il 28 marzo e, ad oggi, conta già “oltre 120-130.000 prenotazioni, una risposta buona – osserva Sabelli – il che vuol dire che il posizionamento è corretto, anche se avremo bisogno di mesi per capire se il successo verrà corroborato”. Guardando alla crisi che ha colpito le compagnie aeree nel 2009, Sabelli ha segnalato che “non ha risparmiato né corto-medio raggio né lungo, che anzi ha avuto una flessione più alta nel valore pari a 20% contro 10%. Dunque – prosegue Sabelli – la conclusione che il corto-medio raggio sia più in crisi non è corretta nel breve-medio termine. Concedersi il lusso di un posizionamento esclusivo sul lungo raggio non è una scelta strategicamente ed economicamente sostenibile”. La scelta giusta, secondo Sabelli, è differenziare i prodotti: “Il corto-medio raggio come prodotto di massa ed il lungo di nicchia”. Infine, Sabelli osserva che Alitalia “deve dare risposte di mercato. Se ci fossero problemi di asimmetrie fiscali o giuslavoriste, con vantaggi competitivi, ci sono Comunità europea e regolatori. Non c’è dubbio che il tasso di dipendenza degli aeroporti dalle compagnie aeree low cost è molto alto e così il loro potere negoziale. Noi possiamo rappresentare – conclude Sabelli – un’alternativa per i passeggeri e per il sistema aeroportuale in questo senso”.
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